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Forex: aussie rimane sotto pressione nonostante buone notizie da Cina

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La prospettiva di nuovi tagli al costo del denaro da parte della Rba frena ancora il dollaro australiano che non si giova dei buoni riscontri arrivati nel weekend dalla Cina. Il cosiddetto aussie si muove poco sopra la soglia di 1,02 rispetto al dollaro, non lontano dai minimi a 3 mesi toccati lunedì scorso a quota 1,0149.

Sulla divisa pesano le dichiarazioni del governatore della Reserve Bank of Australia, Glenn Stevens, che intervenendo al meeting del Fmi tenutosi a Tokyo ha rimarcato che l’Australia ha spazio per regolare i tassi di interesse in risposta ad un rallentamento globale. Un’apertura a nuovi tagli dei tassi che potrebbero già arrivare a novembre dopo quello effettuato questo mese. Taglio dei tassi di 25 punti base che porterebbe il costo del denaro nuovamente al 3%, eguagliando i minimi da 50 anni a cui erano scesi al culmine della crisi finanziaria tra aprile e settembre 2009.

“Anche il calo delle materie prime come oro e petrolio non sembra supportare i movimenti delle divise a maggiore rendimento come il Dollaro Australiano”, rimarca stamattina Tim Waterer, Senior Trader di CMC Markets. Non hanno avuto grande effetto i dati arrivati nel weekend dalla Cina che evidenziano segnali di ripresa economica. Le esportazioni a settembre sono salite del 9,9%, in miglioramento rispetto al +2,7% di agosto e sopra il +5,5% del consensus Bloomberg. Sono salite anche le importazioni, +2,4% contro il calo del 2,6% di agosto e le attese che erano per un +2%. Il surplus commerciale è risultato in espansone a 27,67 miliardi di dollari dai 26,7 di agosto e oltre i 22,4 mld attesi. Oggi arrivati anche i dati sull’inflazione cinese, diminuita all’11.9% contro il precedente 2% (in linea con attese).

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