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Forex: l’Aussie paga le deboli vendite dettaglio, lo yen torna alla carica

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La delusione arrivata dalle vendite al dettaglio a giugno mette il freno oggi al dollaro australiano. L’Aussie perde circa mezzo punto percentuale rispetto al dollaro statunitense. Oggi la banca centrale australiana ha mantenuto i tassi di interesse invariati al 4,5%, mentre le vendite al dettaglio australiane risultano in crescita dello 0,2 per cento a giugno. Quarto mese consecutivo di rialzi, ma questa volta sotto le attese del mercato che erano di un progresso dello 0,4 per cento. Sul mercato ora si punta su tassi Australia invariati fino alla fine del 2010.

Le deboli indicazioni arrivate dall’Australia hanno invece dato nuova spinta allo yen con il cross dollaro/yen che in mattinata si è portato sotto quota 86 yen. La moneta nipponica continua a viaggiare sui massimi a oltre 8 mesi cavalcando i sempre alti timori di rallentamento economico globale. Ieri l’indice Ism manifatturiero statunitense è sceso a 55,5 punti a luglio dai 56,2 del mese precedente e allontanandosi ulteriormente dai massimi di aprile sopra quota 60. il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, nel corso di un discorso sullo stato del’economia, ha dichiarato di attendersi un rafforzamento dei consumi negli Usa nei prossimi trimestri in scia all’aumento delle entrate e alle migliori condizioni del mercato del credito.

Oggi il Bureau of Economic Analysis del Dipartimento del Commercio diffonderà il consueto rapporto mensile sui redditi e sui consumi personali negli Usa. La spesa per consumi personali a giugno è attesa in crescita dello 0,1% m/m dopo il +0,2% del mese precedente. La spesa personale in consumi o Pce (Personal Consumption Expenditure) è un buon indicatore dello stato di salute dell’economia poiché i consumi rappresentato una larga fetta del prodotto interno lordo statunitense. Il dato sul reddito personale è invece atteso a +0,2% m/m dal precedente +0,4%.
Infine le vendite di case in corso (ore 16) sono attese in rialzo del 4%m/m a giugno dopo il calo shock del 30% di maggio.