Forex: l'aussie mostra i muscoli grazie a balzo Pil Australia

Inviato da Titta Ferraro il Mer, 06/06/2012 - 10:31
Rally oggi sui mercati valutari per il dollaro australiano in scia al rafforzamento della congiuntura australiana. Il cosiddetto aussie sale di circa un punto percentuale sul dollaro Usa a quota 0,987. Il prodotto interno lordo dell'Australia ha registrato nel primo trimestre dell'anno una crescita dello 1,3% rispetto al trimestre precedente e del 4,3% su base annuale. Il mercato si attendeva un rialzo decisamente meno marcato dello 0,6% t/t e del 3,3% a/a. Risultati migliori del previsto del Pil australiano che hanno conferito nuova linfa al Dollaro Australiano, "che punta ora nuovamente alla parità contro il biglietto verde qualora i numeri sull'occupazione in uscita domani dovessero rivelarsi anch'essi positivi", sottolinea Tim Waterer, Senior Trader di CMC Markets. "Le prospettive dell'economia di Canberra - continua Waterer - unite a quelle di una stabilizzazione della situazione europea, potrebbero guidare la banca centrale RBA su di una politica wait&see della durata di diversi mesi". Rba che proprio ieri aveva apportato un nuovo taglio dei tassi portandoli al 3,5%.
Sul forex oggi è forte l'attesa per i responsi che arriveranno dalla Bce, anche se il consensus rimane per un nulla di fatto con tassi all'1%. "Esistono diverse mosse che potrebbero essere implementate dall'istituto di Francoforte - rimarca la nota odierna di Fxcm - un classico taglio dei tassi di interesse non andrebbe sicuramente a risolvere i problemi attuali, ma andrebbe a stabilizzare momentaneamente il sentiment di mercato e permetterebbe alle persone in difficoltà con il proprio mutuo di dover pagare meno soldi alla scadenza della rata, aiutando per quel poco che si può fare i consumi".
Il cross euro dollaro alle 10.20 viaggia nei pressi dei massimi di giornata a quota 1,2515 beneficiando anche della debolezza del biglietto verde con il mercato che continua a speculare sulla possibilità di un nuovo piano di quantitative easing da parte della Federal Reserve. Ieri però due esponenti della banca centrale statunitense, Richard Fisher (Fed Dallas) e James Bullard (Fed St. Louis) si sono mostrati freddi circa la possibilità di un QE3 in risposta ai deboli dati sul mercato del lavoro Usa. "Le prospettive per il 2012 non sono cambiate significativamente finora - ha detto Bullard aggiungendo che cambiamento nella politica monetaria degli Stati Uniti in questo frangente non modificherà la situazione in Europa e pertanto può essere il caso di adottare una strategia "attendista".
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