Forex: aussie in tenuta nonostante deboli riscontri da mercato del lavoro australiano

Inviato da Titta Ferraro il Gio, 08/12/2011 - 11:34
Tentativo di risalita del dollaro australiano sui mercati valutari dopo la reazione negativa alla diffusione dei deboli indicazioni arrivate oggi dal mercato del lavoro australiano. Il cosiddetto aussie si è riportato nei pressi dei livelli a cui viaggiava prima della diffusione del dato sull'occupazione a 1,029 rispetto al dollaro Usa dopo aver toccato un minimo a 1,023 dollari. Dai minimi annui toccati a inizio ottobre, la valuta australiana ha recuperato oltre 8 punti percentuali negli ultimi 2 mesi non pagando i due tagli del costo del denaro effettuati dalla Rba.

A novembre il tasso di disoccupazione australiano si è attestato al 5,3% dal 5,2% del mese precedente. Le attese erano per un valore invariato. Lo scorso mese il numero di occupati è sceso di 6.300 unità rispetto alle +16.800 del mese precedente (dato rivisto da +10mila). Le attese erano per un progresso di 10mila unità. Debole soprattutto il dato degli occupati a tempo pieno (-39.900), mentre quelli part time sono cresciuti di 33.600 unità.

Debolezza del mercato del lavoro che dovrebbe contribuire ad aumentare le pressioni sulla banca centrale per un nuovo taglio dei tassi a inizio 2012. La Reserve Bank of Australia già a novembre e dicembre ha abbassato due volte il costo del denaro portandolo dal 4,75% al 4,25%.

Guardando all'euro, che oggi si mantiene poco sopra quota 1,34 dollari, i riflettori sono rivolti alla riunione odierna della Bce. E' atteso un nuovo taglio dei tassi da 1,25% a 1% con la possibilità dell'annuncio di nuove misure straordinarie per agevolare ulteriormente il mercato del credito. In particolare si attende un ampliamento del range delle garanzie che le banche possono offrire per ottenere prestiti dalla Bce. "Una soluzione potrebbe essere quella di ammettere come collaterali anche asset non denominati in euro ma anche in dollari, sterline e yen giapponesi", rimarca Barclays. L'Eurotower potrebbe inoltre introdurre operazioni di rifinanziamento a lungo termine. Nelle aste di rifinanziamento le durate dei prestiti potrebbero essere fino a due anni rispetto al massimo attuale che è di 1 anno.
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