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Forex: aussie in affanno dopo che Rba lascia aperta porta a taglio tassi

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Ancora nulla di fatto da parte della Reserve Bank of Australia (Rba). La banca centrale australiana ha confermato i tassi al 4,25% per il secondo mese consecutivo. L’istituto si è detto fiducioso sul futuro e ha precisato che i tassi riflettono correttamente gli attuali livelli di inflazione e disoccupazione, ma è pronta ad adottare una politica monetaria più accomodante se la debolezza della domanda lo renderà necessario. Spiraglio quindi ancora aperto a un taglio dei tassi nei prossimi mesi con la repentina reazione del mercato che ha penalizzato il dollaro australiano. Il cosiddetto aussie si è portato ai minimi a 2 settimane sul dollaro Usa a ridosso di quota 1,06. Il consensus Bloomberg vede un taglio dei tassi al 4% nel corso del secondo trimestre.
Inoltre, “la revisione al ribasso dell’obiettivo di crescita cinese può rappresentare un fattore di rischio verso il basso per la crescita australiana”, rimarca oggi il report sul Forex dell’Ufficio Stdi di Intesa Sanpaolo.

Nel board della Rba ha debuttato Heather Ridout, ex numero uno dell’associazione australiana degli industriali, che nelle scorse settimane si era chiaramente espressa a favore di una politica monetaria che guardi più allo stimolo della crescita contribuendo a diminuire le pressioni rialziste sulla valuta. La Ridout ritiene che, guardando ai fondamentali economici, la divisa australiana dovrebbe valere da 90 a 95 centesimi di dollaro.

Oggi riflettori anche sulla Cina con il governatore della banca centrale cinese, Zhou Xiaochuan, che ha tenuto un discorso sui tassi di cambio. “Le condizioni sono favorevoli per considerare una espansione appropriata del range di oscillazione che rifletta meglio il suolo dell’offerta e della domanda nel determinare i tassi di cambio”, ha detto Zhou. Allargamento del range di oscillazione del cambio renminbi-dollaro che potrebbe portare ad un apprezzamento della valuta cinese. Al momento, il renmimbi può muoversi dello 0,5% al di sopra o al di sotto di un valore fissato giornalmente contro il dollaro.