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Forex: Aussie ancora protagonista, debole lo yen

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Le indicazioni arrivate ieri dalle Minute della Fed hanno sostenuto il dollaro che ha ripreso a guadagnare terreno su yen ed euro. Moneta unica europea che dal canto suo è ancora alle prese con il problema del debito greco. Il cross euro/dollaro alle 10.00 è stabile a quota 1,3384 dollari, mentre l’euro guadagna sullo yen con cross a 125,6 yen. Moneta nipponica in calo anche rispetto al dollaro con cross dollaro/yen a 93,81 yen. rallenta il dollaro australiano con cambio dollaro/dollaro australiano a 1,0787 dopo il balzo della vigilia in scia al balzo dei prezzi delle materie prime e al ritocco al rialzo dei tassi da parte della Bank of Australia. Aussie che ha toccato oggi i massimi a 18 mesi rispetto allo yen.

Tornando al Vecchio continente, ieri la Borsa di Atene ha chiuso in pesante flessione (-2,80%), zavorrata da una ridda di indiscrezione. Secondo l’agenzia Market News, il governo greco, preoccupato delle dure condizioni che il Fondo monetario internazionale vorrebbe imporre in cambio degli aiuti, vuole modificare l’accordo siglato al summit europeo, mentre il Financial Times ha riportato che la Grecia vuole raccogliere dai 5 ai 10 miliardi con una emissione di bond in dollari negli Usa. tensioni testimoniate dal peggioramento dello spread tra titoli di stato decennali greci e il Bund che è balzato ai massimi dallo scorso gennaio a 380 punti base.

Le Minute dell’ultima riunione del Fomc, comitato di politica monetaria della Federal Reserve, hanno evidenziato la disponibilità della banca centrale Usa a mantenere ancora per diverso tempo il costo del denaro ai minimi storici. Nei verbali del Fomc viene sottolineata l’intenzione di tenere l’andamento dell’economia sotto stretta osservazione e decidere di volta in volta il da farsi. Pertanto la banca centrale guidata da ben Bernanke ha voluto lanciare un messaggio chiaro: i tassi rimarranno a livelli estremamente bassi e la tempistica precisa sarà condizionata della forza della ripresa economica e dalla dinamica dell’inflazione. Prezzi che appaiono ancora sotto controllo e quindi potrebbero consentire alla Fed di mantenere i tassi a livelli bassi più a lungo di quanto stimato dal mercato.

Oggi è intanto arrivata la decisione sui tassi della Bank of Japan che ha lasciato i tassi di interessi invariati allo 0,1% rimarcando come l’economia nipponica ha registrato un’accelerazione dovuta principalmente ai flussi delle esportazioni, fattore chiave per uscire dalla deflazione.

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