Forex: attesa per la Fed pesa ancora sul dollaro, aussie paga deboli riscontri da import cinese

Inviato da Titta Ferraro il Lun, 10/09/2012 - 13:00
I deboli riscontri arrivati venerdì dalla tornata di agosto di dati sul mercato del lavoro usa continuano a pesare sul dollaro Usa che si mantiene debole in attesa della riunione di questa settimana della Fed che potrebbe riservare un nuovo piano di quantitative easing.

Il cross euro/dollaro si mantiene poco sotto i massimi a 4 mesi oltre 1,28 dollari toccati venerdì. "Continuiamo a vedere il cambio sostenuto più da una debolezza del dollaro che da una forza intrinseca della moneta unica", commenta oggi Vincenzo Longo, Market Strategist di IG Markets Italy che vede il biglietto verde continuare a indebolirsi in vista del meeting del Fomc del 13 settembre. Relativamente all'euro/dollaro, a livello tecnico "per oggi il supporto rimane a 1,2710 - sottolinea Longo - mentre la resistenza rimane sui massimi di venerdì a 1,2820. Timido recupero di terreno per il dollaro/yen dopo il tonfo di venerdì, mentre l'euro/yen sosta intorno ai 100,00".

Tra le commodity currency cede terreno il dollaro australiano. Il cosiddetto aussie viaggia a 1,035 rispetto al dollaro Usa pagando il calo a sorpresa dell'import cinese ad agosto. La bilancia commerciale ha evidenziato un surplus pari a 26,7 miliardi di dollari, dato nettamente superiore ai 17,2 miliardi stimati dagli analisti. Sul dato incide soprattutto l'inatteso calo delle importazioni che rispetto all'agosto 2011 ha evidenziato un -2,6% (consensus era +3,5%) che testimonia un probabile deterioramento della domanda proveniente dalla Cina che risulta il primo partner commerciale dell'Australia.

Infine, avvio di settimana con rinnovata volatilità per il franco svizzero con il cross euro/chf che si mantiene a ridosso di 1,21 chf dopo i massimi a 8 mesi toccati venerdì (1,2155) sulle crescenti attese in vista della riunione della Swiss National Bank (SNB) in agenda il 13 settembre. Le indiscrezioni di venerdì scorso parlavano della possibilità di un rialzo del floor rispetto all'1,20 chf fissato un anno fa. Inoltre i dati sulle riserve valutarie detenute dalla SNB hanno evidenziato a fine agosto un rialzo a ritmo più blando rispetto ai mesi precedenti (418,4 mld di franchi svizzeri dai 408,6 mld precedenti) a testimonianza della minore necessità di intervento sul mercato da parte dell'istituto di Zurigo per difendere il floor.
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