Forex: ancora vendite sull'aussie, domani appuntamento con la Bce

Inviato da Luca Fiore il Mer, 03/10/2012 - 16:41
Nuova seduta all'insegna delle vendite per il dollaro australiano. Segno meno per l'aussie che il day-after l'inatteso taglio del costo del denaro da parte della Reserve Bank of Australia, che ha ridotto il tasso di riferimento dal 3,5 al 3,25% (minimo dal 2009), risulta penalizzato dalla crescita del deficit commerciale, salito ad agosto da -1,5 a -2 miliardi di dollari australiani. Due i fattori dietro l'aumento del deficit: il calo dei prezzi delle materie prime e le minori richieste di commodity in arrivo dalla Cina, il primo partner commerciale del Paese.

Il peggioramento del quadro macro del Dragone oggi è stato confermato dal Pmi relativo il settore servizi, sceso a settembre da 56,3 a 53,7 punti, il livello minimo dal novembre del 2010. In questo contesto il cambio con la divisa statunitense scende di oltre una figura a 1,0215 usd mentre quello con la moneta unica si porta a 1,2639, l'1,8% in più rispetto a ieri.

In Europa i riflettori sono sempre puntati sulla Spagna ed in attesa della riunione della Bce di domani l'euro consolida sopra quota 1,29 a 1,2916 dollari. Ieri il premier Rajoy ha precisato che la richiesta di aiuti non è imminente. "La Spagna sta mettendo i bastoni tra le ruote della propensione al rischio", rileva Tim Waterer, Senior Trader di Cmc Markets. "Il perverso calo dei rendimenti dei titoli spagnoli sta spingendo Rajoy a rinviare la richiesta di aiuti", gli fa eco il Senior Market Analyst di Cmc, Michael Hewson.

Per quanto riguarda le indicazioni macro arrivate nel pomeriggio dagli Stati Uniti, meglio del previsto la stima Adp sulle buste paga del settore privato a settembre, cresciute di 162 mila unità (consenso +140 mila), e l'Ism relativo il settore servizi, salito il mese scorso da 53,7 a 55,1 punti.
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