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Forex: ancora vendite sul dollaro, Weber spinge la moneta unica

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Anche oggi giornata di vendite sul dollaro. Il dollar index in questo momento quota in calo dello 0,4% a 77,1 punti. Contro le valute rifugio il biglietto verde risulta penalizzato dalle tensioni in Nord Africa e Medio Oriente, l’eurodollaro beneficia invece delle dichiarazioni dei funzionari della Bce.

Per quanto riguarda gli asset rifugio, oggi il dollaro ha toccato un nuovo minimo contro la divisa elvetica a 0,9239 franchi ed in questo momento il cross si attesta a 0,9251. Vendite anche sul dollaro yen, che scende dello 0,9% a 81,680. Se sul valutario si cerca rifugio nello yen e nel franco, tra le materie prime è l’oro a fare la parte del leone (1.412,1 dollari).

Nel caso dell’eurodollaro, che in questo momento quota non lontano dai massimi di seduta a 1,3798, anche oggi la moneta unica trova sostegno nelle affermazioni dei membri del board Bce. Nonostante le dichiarazioni rilasciate poco fa dal tedesco Weber, secondo il quale il costo del denaro in Europa può solo salire, non aggiungano niente di nuovo al dibattito sulla politica monetaria europea, il mercato le sta leggendo come l’ennesima conferma di un cambiamento in atto all’interno del board dell’Eurotower.

Come rileva Christopher Beauchamp da IG Markets, “gli operatori ritengono che la Bce alzerà il costo del denaro prima della Fed. Le dichiarazioni di numerosi esponenti dell’Eurotower sono state interpretate come un segnale di disponibilità ad alzare il costo del denaro, un atteggiamento in contrasto con la view della banca centrale americana, che ha ribadito che i tassi rimarranno bassi per un periodo prolungato”.

L’euro beneficia anche delle notizie arrivate nel corso della prima parte. Questa mattina l’indice di fiducia della Commissione europea ha toccato quota 107,8 dai 106,8 punti del mese precedente mentre l’indicatore del clima del business è rimasto stabile a 1,45. Il sentiment tra i fornitori di servizi è salito a 11,1, l’indice di fiducia delle imprese si è portato a 6,5 dai 6,1 punti di gennaio, mentre quello per la fiducia dei consumatori è salito a -10 da -11,2.

Indicazioni contrastanti invece dai dati statunitensi. Da un lato troviamo le nuove richieste di sussidio, che hanno fatto meglio del previsto scendendo sotto quota 400 mila a 391 mila, dall’altro il +2,7% (consenso +3%) degli ordini di beni durevoli ed il calo delle vendite di nuove case a 284 mila unità a gennaio.