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Forex: l’accordo sulla Grecia appare più vicino, l’euro ringrazia

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Giornata in crescendo per l’euro in scia alla possibilità di accordo in tempi brevi sul nuovo piano di aiuti alla Grecia. Dall’incontro odierno a Berlino tra il presidente francese Nicolas Sarkozy e il cancelliere tedesco Angela Merkel è emersa una comunione d’intenti per velocizzare l’iter di approvazione del nuovo piano di aiuti alla Grecia che sia presa in sintonia con la Bce. “La Germania è pronta ad agire – ha dichiarato la Merkel – vogliamo una soluzione rapida sul nuovo pacchetto di aiuti che preveda il coinvolgimento del settore privato”. Coinvolgimento dei privati che avverrà su base volontaria, ha puntualizzato la Merkel. Intanto sul mercato in mattinata sono circolate indiscrezioni sull’ammontare del nuovo piano di aiuti che potrebbe raggiungere quota 150 miliardi di euro,
La Moneta unica europea è risalita a ridosso di quota 1,43 dollari. Alle 14.46 il cross viaggia a 1,4272 (+0,51%). Euro in rialzo anche rispetto al franco svizzero (+0,41%) e allo yen (+0,12%).

Oggi l’agenda economica oltreoceano prevede la diffusione dell’indice sulla fiducia dei consumatori elaborato dall’Università del Michigan relativo al mese di giugno (consensus 74 punti dai 74,3 precedenti) e il leading indicator di maggio (consensus +0,3% da -0,3% mese precedente).

Indicazioni contrastanti quelle arrivate ieri. Meglio del previsto le nuove richieste di sussidi di disoccupazione che hanno registrato un calo a 414 mila unità, rispetto alle 420 mila unità del consenso. Segnali di ripresa anche dal settore immobiliare, con i nuovi cantieri saliti a 560 mila. Di contro l’indice Fed di Philadelphia a giugno si è attestato a -7,7 punti dai 3,9 del mese precedente. Un dato peggiore delle aspettative che si attendevano un valore in crescita a 8 punti. “La debolezza nei risultati del Philly Fed confermano il tono negativo stabilito dall’Empire State Manufacturing – commenta Joseph A. LaVorgna, capo-economista di Deutsche Bank negli Usa – con i dettagli dei due dati che sono sorprendentemente simili”. L’economista di Deutsche Bank sottolinea come la discesa soft dei riscontri economici sta diventando più spiccata a giugno e pertanto ha apportato una revisione al ribasso delle sue stime per il Chicago PMI e l’ISM di giugno (stima Pmi tagliata di di 4 punti a quota 53, quella sull’ISM di 4,5 punti a 49,5.

“I dati pubblicati ieri – rimarcano gli analisti di Mps Capital Services – continuano ad offrire un quadro poco chiaro sull’andamento dell’economia statunitense”.