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Forex: l’accoppiata Fed-Bce spinge al ribasso l’eurodollaro

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La Fed non metterà in campo il QE3 mentre per la Bce non è ancora il momento per parlare di exit strategy. Le indicazioni arrivate nelle ultime ore dalle due sponde dell’Atlantico hanno spinto al ribasso l’eurodollaro che segna un calo dello 0,7% a 1,3126. Poco prima dell’apertura dei listini statunitensi il cross è sceso a 1,3107 dollari, il livello minimo da metà marzo. Alla luce dell’andamento odierno “rivediamo l’area di supporto a 1,3050-1,30, mentre la resistenza passa per 1,32”, ha commentato Vincenzo Longo di IG Markets.

Le minute della riunione dello scorso 13 marzo del Fomc, il braccio operativo della Federal Reserve, hanno evidenziato che solo 2 membri su 10 sono a favore di un nuovo piano di allentamento quantitativo; e, comunque, l’intervento diventerebbe indispensabile solo se “l’economia dovesse perdere abbrivio o se l’inflazione dovesse attestarsi sotto l’obiettivo del 2% sul medio termine”.

Sulla sponda europea invece i tempi non sono ancora maturi per iniziare a parlare di exit strategy, ossia di un graduale smantellamento delle misure straordinarie recentemente varate dalla Banca centrale europea. Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, nella conferenza stampa che ha seguito la decisione con cui l’Eurotower ha mantenuto all’1% il livello dei tassi d’interesse nell’Eurozona.

Nel corso della prima parte l’euro è stato inoltre penalizzato dall’asta indetta dal Tesoro spagnolo e dagli aggiornamenti arrivati dalla prima economia del Vecchio continente. Madrid questa mattina ha collocato titoli di Stato per 2,59 miliardi di euro, al di sotto dell’importo massimo fissato a 3,5 miliardi. In salita i rendimenti mentre il rapporto tra domanda e offerta è sceso per i titoli con scadenza 2015 e 2016 ed è cresciuto nel caso dei bond 2020. “Le recenti tensioni sulla Spagna -prosegue Longo- oggi si sono tradotte in un calo della domanda e un rialzo dei tassi di interesse nelle aste a medio lungo termine”. Peggio del previsto anche il dato relativo gli ordini all’industria tedeschi, cresciuti dello 0,3% a febbraio. Gli analisti dopo il -1,8% precedente avevano pronosticato un +1,2%.

Due velocità invece per gli aggiornamenti arrivati dagli Stati Uniti. La stima Adp, l’antipasto in vista dei dati ufficiali in arrivo venerdì, ha rilevato una crescita delle buste paga nel settore privato statunitense di 209 mila unità (consenso +206 mila) mentre l’Ism relativo il settore servizi è passato da 57,3 a 56 punti (attese a 56,7).