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Ford pronta a mettere in vendita la Volvo

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Colpo a sorpresa nel settore automobilistico. Ford ha deciso di mettere in vendita la svedese Volvo, rilevata nel 1999. È  quanto si legge sul quotidiano britannico Sunday Times, che ha precisato che nonostante la decisione fosse nell’aria da tempo solo due settimane fa ha cominciato a concretizzarsi, anche se al momento mancano ancora sia i tempi sia i modi previsti per la vendita.


E dopo la rilevazione dell’annuncio sono arrivate le tempiste smentite dalla casa automobilistica di Detroit che però non sono riuscire  a mettere a freno le voci sulla cessione. Dalle colonne del quotidiano inglese si apprende che non è stata ancora scelta nessuna banca che prenda in mano dal punto di vista finanziario le redini  della situazione. Ma si cominciano a snocciolare le prime cifre:  in dettaglio, l’operazione potrebbe avere già un prezzo pari a circa 8 miliardi di dollari (circa 5,8 miliardi di euro) rispetto ai  6,45 miliardi di dollari messi sul piatto otto anni fa.

 

Che Ford non navighi in buone acque è risaputo, schiacciata dai debiti e con i conti sempre in rosso, e ad avvalorare questa situazione in marzo si era già mossa per fronteggiare la situazione cedendo per una cifra pari a 974 milioni di dollari il marchio inglese Aston Martin, considerato dagli esperti finanziari non funzionale per il big a stelle e strisce. In questo discorso si inserisce l’operazione di cessione della scandinava Volvo che rappresenta un’ulteriore passo per cercare di uscire dalla profonda crisi che si è abbattuta sulla casa automobilistica di Detroit.  In questa prospettiva la possibile dismissione della casa automobilistica svedese segna un ulteriore passo per tornare alla redditività dopo la profonda crisi che ha investito Ford, minacciata dall’agguerrita concorrenza asiatica, guidata dalla giapponese Toyota.

Per quanto riguarda Volvo conta attualmente circa 27.500 dipendenti e produce circa 500 mila automobili all’anno negli stabilimenti in Svezia e Belgio. Per Ford uno dei motivi di vanto maggiore era rappresentato da Premier Automotive Group (Pag), la holding dei marchi europei di lusso che il colosso statunitense aveva creato  tra gli anni ottanta e i novanta, e che include anche Jaguar e Land Rover. Due marchi, la cui vendita era stata resa nota qualche mese fa e che saranno presto dimessi.