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Fonsai: Sator-Palladio a cda e sindaci, nuove pesanti critiche

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Pesanti critiche da parte di Sator e Palladio all’operazione

Fonsai-Unipol.

In una comunicazione trasmessa al cda e al collegio sindacale i
due gruppi detentori di una partecipazione rispettivamente pari al 3% e al 5%
di Fonsai hanno definito l’accordo, che
prevede tra l’altro l’integrazione nella Società di Unipol, Milano Assicurazioni
e Premafin “privo per Fonsai di qualunque ragione giuridica, economica,
industriale e finanziaria
“.

La nota precisa infatti che tale accordo sarebbe
“finalizzato a garantire a chi ha controllato e gestito Fonsai
inaccettabili privilegi in spregio agli interessi degli azionisti di
minoranza”, oltre che essere “elaborato allo scopo di evitare il
fallimento di Premafin e per consentire ai creditori di quest’ultima di
mantenere il valore del proprio credito per poi soddisfarsi sul patrimonio di
Fonsai”. L’accordo, sintetizza il comunicato è “foriero di ingenti
danni per la medesima Fonsai”.

“L’attuale gestione di Fonsai – prosegue il comunicato
– ha determinato uno stato di crisi, conclamato e riconosciuto a seguito delle
perdite cumulate nell’ultimo biennio per oltre 2 miliardi di euro, pari a circa
4 volte la capitalizzazione di borsa della Società. Una concausa non certo
irrilevante dello stato di crisi pare verosimilmente essere configurabile
nell’insieme delle operazioni effettuate dalla Società con parti correlate –
tra le quali Premafin.”

Secondo gli scriventi, “alla luce di quanto esposto,
appare chiaro che l’operazione elaborata da Unipol e Premafin non rappresenta
un piano di salvataggio di Fonsai, bensì un piano teso ad evitare il fallimento
di Premafin”, “evitare la svalutazione dei crediti che il sistema
bancario vanta nei confronti di Premafin”, “garantire al medesimo
sistema bancario il rimborso dei propri crediti attualmente difficilmente
esigibili”, “attribuire ad amministratori e sindaci – attori e spettatori delle
crisi delle due società – benefici in termini economici e di esonero dalle
proprie responsabilità”, “consentire ad Unipol di non procedere
all’OPA obbligatoria”, “attribuire ai soci di maggioranza un diritto di
recesso con liquidazione delle quote certamente a loro favorevole”,
“garantire ai soci di Premafin, attraverso la fusione in Fonsai, di
trasferire a questa debiti pari a quattro volte il valore di mercato della
partecipazione detenuta”; “il tutto a danno degli azionisti di
minoranza”
conclude la nota.

Arepo PR e Palladio Finanziaria, conclude la nota, chiedono
“agli amministratori di Fonsai di agire secondo i parametri di corretta
gestione e necessaria diligenza nell’esclusivo interesse della Società e non
limitarsi a confidare che le decisioni ed operazioni poste in essere
nell’interesse di soggetti terzi trovino attuazione”.