Fondi: vincenti e perdenti da inizio anno

Inviato da Redazione il Lun, 05/09/2005 - 10:21
I primi otto mesi del 2005 sono serviti a confermare che i cicli dei mercati finanziari sono più lunghi e persistenti di quanto la maggior parte degli investitori predica. I fondi azionari paesi emergenti continuano a primeggiare la classifica dei rendimenti

Il 2005 - almeno fino a questo momento - ha continuato ad essere caratterizzato dalle elevate quotazioni del petrolio, dalle ottime performance messe a segno dai listini dei mercati emergenti, dai persistenti ritorni superiori alla media realizzati dalle società a bassa capitalizzazione o "small caps", e dall'accresciuta propensione dei risparmiatori per l'acquisto di titoli di debito ad alto rendimento (high yield). Il quadro trova un completamento nella scarsa volatilità dei mercati azionari e nella conseguente difficoltà incontrata dai gestori dei fondi a gestione alternativa (hedge funds). Tra le poche divergenze riscontrabili rispetto al precedente esercizio, troviamo il recupero della quotazione del biglietto verde rispetto all'euro -che ha apportato benefici ai rendimenti di tutte quelle categorie di fondi comuni di investimento che sono denominati in dollari o che detengono una rilevante quota di investimenti in strumenti finanziari denominati in dollari Usa.

La parte più alta della classifica dei rendimenti year to date ( da inizio anno) continua ad essere occupata dai fondi azionari Paesi Emergenti. In particolare, i prodotti del risparmio gestito inseriti nella categoria Lipper Azioni Emergenti Europa, hanno ottenuto una performance media del 36,52%. E' difficile sostenere se questo trend continuerà a segnare il mercato azionario anche nei restanti mesi del 2005, ma è importante rilevare che gli esperti non riescono ad individuare elementi nuovi che possano segnare una svolta o che portino ad un cambiamento radicale nell'arco di pochi mesi. I fondi azionari America Latina si posizionano leggermente al di sotto di quelli dedicati ai paesi Emergenti del Vecchio Continente. La continua ascesa delle quotazioni del greggio, la forza dimostrata da alcune delle più importanti monete dell'area e i principali parametri macro- economici e politici (fatta eccezione per lo scandalo che ha coinvolto il Brasile e parte dell'esecutivo guidato dal presidente Lula Da Silva), rappresentano un ottimo carburante per le Borse della macro- regione. E la spinta trova conferma nei risultati, visto che i fondi azionari America Latina hanno offerto il 33,62% nei primi otto mesi del 2005. Il prezzo del petrolio e i benefici goduti dalle aziende attive nel settore delle risorse naturali, rappresentano le variabili base per comprendere la rivalutazione media del 34,58% dei fondi dedicati alle risorse naturali.

Le tre categorie citate sono le vincitrici della speciale classifica year to date, ma non dobbiamo dimenticare la forza- che non sembra avere fine - delle società a bassa capitalizzazione. Come nel caso del prezzo delle abitazioni in alcuni paesi, anche per le small caps sono numerosi gli analisti che continuano a pronosticare un rallentamento del ciclo rialzista che, per ora, non arriva. E' ormai molto probabile che il 2005 rappresenti il quinto anno consecutivo di successi per le società a bassa capitalizzazione. Nel contesto europeo, risaltano i fondi azionari che investono in piccole società localizzate in Francia e Germania ( con performance year to date medie del 30%). Quel che accadrà nei restanti mesi di questo esercizio è molto importante perché ci troviamo nella fase finale di un ciclo di Borsa rialzista.

Sul fronte dei vincenti, va segnalata anche la presenza dei fondi obbligazionari area dollaro, grazie alla parziale inversione di tendenza manifestatasi nel cambio euro/ dollaro. I prodotti che investono nelle obbligazioni dei paesi Emergenti e nei titoli di debito high yield, hanno continuato a beneficiare sia dei fondamentali economici degli Stati e delle corporate, sia della ricerca affannosa di rendimenti superiori a quelli offerti dai titoli di Stato dei paesi industrializzati. Questo trend ha garantito la presenza di una domanda e di un livello di liquidità elevati in questi mercati. Tra i fondi perdenti, segnaliamo gli hedge funds, che hanno subito una battuta d'arresto in un contesto caratterizzato da mercati rialzisti e poco volatili ( e in un contesto macro non ben definito). A cura di fondionline.it

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