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Fondi: sotto la lente gli azionari Energia

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Il tema delle materie prime non è fiore di un giorno. Da qualche anno il petrolio domina lo scenario macro- economico internazionale. L’impennata delle quotazioni delle materie prime verificatasi nelle ultime settimane, rappresenta solo una piccola parte della lunga corsa al rialzo iniziata cinque anni fa. I dati in possesso del Fondo monetario internazionale confermano che l’economia mondiale è cresciuta ad un ritmo del 5,1% nel 2004 e del 4,3% nel 2005. Le ultime stime formulate dagli analisti del FMI includono un tasso di crescita annuo pari al 5% per il biennio 2006- 2007. La Cina è il paese che fornirà il contributo più rilevante alla variazione del tasso di crescita dell’economia mondiale. La fame di materie prime necessarie a soddisfare la domanda domestica di beni durevoli, rappresenta la base della spinta cinese. L’euforia si è trasmessa ad altre materie prime, spinte dalla forte domanda proveniente dai paesi asiatici. L’impennata dei prezzi ha trascinato i flussi di investimento che sono alla ricerca di rendimenti difficilmente individuabili in altri settori dell’economia. Il trend crescente delle quotazioni trova un ulteriore supporto nella permanenza di tassi di interesse ragionevolmente bassi in molte aree del pianeta.

Tuttavia, il futuro del mercato delle materie prime non è più legato all’evoluzione del rapporto tra domanda e offerta. Il contesto odierno è dominato dalla presenza di fattori meno prevedibili. Il sentiment del mercato è uno di questi fattori: i fondi pensione hanno mostrato un interesse crescente per questo settore, e gli esperti di Barclays Capital sostengono che i fondi comuni aumenteranno del 38% i propri investimenti in materie prime. Il patrimonio totale gestito dai fondi specializzati in materie prime è passato dai 5 miliardi di dollari Usa di inizio decennio agli 80 miliardi di oggi. Un’impennata che trova una spiegazione alternativa nel diverso approccio dei sottoscrittori: un numero crescente di investitori li considera strumenti pilota per investire sulla crescita dell’economia cinese.

La maggior parte dei fondi comuni di investimento appartenenti alla categoria Azionari Energia e materie prime ha approfittato delle favorevoli condizioni di mercato per realizzare ottime performance sia nel breve termine che in un orizzonte temporale più ampio.
Sulla distanza temporale dei trentasei mesi, il Fortis Fund Energy Equity Fund guadagna il primo posto della categoria con un rialzo del + 179,9%, seguito dall’ABN Amro Energy Fund ( + 149,6%) e dall’Invesco Energy Fund ( +149,1%). Tra i primi della classe, il Fortis Fund Energy Equity Fund occupa la prima posizione anche nella graduatoria dei rendimenti year to date ( da inizio anno), dimostrando di poter contare su una strategia gestionale vincente nel breve e lungo termine ( la bontà della gestione trova conferma nella capacità di battere costantemente il proprio benchmark – l’indice MSCI World Energy – nel periodo 2002- 2006). La forza di questo strumento viene ribadita anche dall’indice di Sharpe, pari a 0,27. L’indice di Sharpe misura l’efficienza nella gestione di un fondo ed è pari al rapporto tra il rendimento extra del prodotto rispetto ad un’attività non rischiosa, solitamente il BOT, e la sua volatilità.
In fondo alla classifica dei rendimenti a tre anni troviamo l’Interfund Equity Europe Energy Materials Utilities ( + 69%), preceduto dall’Italfortune Raw Materials & Energy ( + 73,4%) e dal Nextra Azioni Energia e Materie Prime ( +75,1%). Il confronto con il benchmark (MSCI World Energy) conferma che si tratta di fondi che non hanno saputo fare meglio del mercato nel periodo 2002 – 2006. L”Interfund Equity Europe Energy Materials Utilities ha sempre sottoperformato il benchmark nel triennio 2003- 2005, l’Italfortune Raw Materials & Energy ci è riuscito solo nel 2003, e il Nextra Azioni Energia e Materie Prime solo nel 2003 in un periodo che va dal 2001 al 2006. Al fine di valutare meglio le differenze tra le performance contenute nella tabella – che ospita sia fondi di diritto italiano che prodotti di diritto estro – va precisato che i fondi italiani vengono tassati sul capital gain, quelli esteri sulla performance lorda con un calcolo ex post ( i rendimenti sono lordi per questi ultimi e netti per i prodotti di diritto italiano). Per i tre fondi in coda alla classifica, l’indice di Sharpe presenta valori compresi tra lo 0,04 dell’Interfund Equity Europe Energy Materials Utilities e lo 0,01 di Nextra Nextra Azioni Energia e Materie Prime. A cura di www.fondionline.it