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Fondi pensione: i rendimenti crescono, ma allarme iscrizioni

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I fondi pensioni negoziali mostrano rendimenti in rialzo, ma soffrono per il numero di iscritti. Questo il quadro emerso dai dati raccolti dall’associazione di categoria Assofondipensione. Nei primi nove mesi dell’anno il rendimento medio dei fondi negoziali è stato pari a il 2,29% contro l’1,84% della liquidazione. E guardando nel dettaglio, ci sono stati ben 20 fondi che hanno reso più del 4% da inizio anno. Anche nel terzo trimestre il rendimento medio dei negoziali, pari al 2,33%, è risultato in linea con quello del Tfr, pari al 2,52%. Dalla loro, i fondi pensione hanno un più favorevole trattamento fiscale e permettono al datore di lavoro di ottenere un contributo addizionale. Se la performance è di tutto rispetto, preoccupazioni giungono dal numero di iscritti e dalle richieste di anticipazioni e riscatti. Aspetti che riflettono le difficoltà presenti sul mercato del lavoro. Da inizio anno, a fronte di 14.546 uscite per pensionamento, le uscite per riscatto sono state oltre 37.000. Si segnala che i riscatti a seguito di cassa integrazione, fattispecie fino allo scorso anno sostanzialmente sconosciuta, hanno superato a fine settembre il numero di 2.000. Il numero totale degli iscritti è diminuito del 1,20% (al 30 giugno la flessione rilevata fu dello 0,7%). Le nuove adesioni, che nel corso del 2009 furono oltre 61.000, al 30 settembre 2010 non hanno superato le 38.000 unità. “Questi dati, a nostro avviso, non testimoniano affatto un minore appeal dei fondi pensione negoziali, bensì uno stato di sofferenza crescente del mondo del lavoro dipendente”, ha commentato, concludendo, l’associazione di categoria.