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Fondi: non solo materie prime tra i settoriali (fondionline.it)

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Le mode passeggere e i trend di breve e medio periodo, continuano ad affascinare gli investitori. L’ultima dimostrazione di questa correlazione può essere facilmente riscontrata nell’idillio tra rialzi delle quotazioni del binomio petrolio- oro e il flusso di sottoscrizioni che si è riversato sia sui fondi che investono direttamente in società che operano in questi due settori, sia sui prodotti del risparmio gestito in cui il sottoscrittore individua un – seppur minimo – collegamento con l’andamento dell’oro (nero o giallo che sia).

Gli investitori che puntano sugli effetti collaterali dei rialzi sperimentati da oro e petrolio, stanno optando per le chance di guadagno offerte da fondi che investono la maggior parte del proprio patrimonio nei paesi o macro- regioni ( Brasile, Russia, Emergenti globali o i famosi fondi Bric) che beneficiano direttamente del trend in corso.

La prova tangibile di tale passione è data dall’analisi delle sottoscrizioni nette realizzate dagli investitori europei. I dati diffusi da Lipper evidenziano una netta crescita delle sottoscrizioni dei fondi appartenenti alle categorie ‘Azionari risorse naturali’, ‘miniere’ e ‘metalli preziosi’. L’ammontare di investimenti riversatosi su queste categorie assume un rilievo importante soltanto in termini relativi. Diverso è il caso della categoria ‘Azionari Emerging Markets’, in cui i flussi di nuove sottoscrizioni rivestono importanza anche in termini assoluti. Si tratta di un dato molto significativo, visto che stiamo facendo riferimento sia ad una categoria di fondi comuni che ingloba un livello di rischio molto elevato, sia ad una tipologia di investitore ( quello europeo) che mostra un carattere tradizionalmente conservatore.

Petrolio e oro hanno calamitato l’attenzione degli investitori e dei principali mezzi di comunicazione. Per lo stesso motivo, non deve apparire strana la scarsa attenzione dedicata agli altri settori. Tuttavia, molti esperti concordano sull’esistenza di un buon numero di settori che potrebbero avere un’evoluzioni interessante nel medio- lungo periodo (indipendentemente dalla direzione che sarà intrapresa dai mercati).

Il settore industriale è uno dei comparti che ha ottenuto le migliori performance in questa prima fase del 2006. L’indice Lipper che raccoglie la performance media offerta dai fondi appartenenti a questo gruppo, evidenzia un rendimento vicino al 10%. L’industria di base è direttamente collegata con le materie prime (nel senso che molte società producono manifatture che beneficiano dell’aumento della domanda di risorse naturali). In questo gruppo, troviamo società chimiche, dell’acciaio e delle infrastrutture che, sulla scia delle necessità di investimento del settore e della domanda proveniente da numerosi paesi Emergenti, hanno sperimentato un netto miglioramento delle prospettive di medio periodo.

Nel gruppo di fondi che privilegiano questi comparti si distinguono il fondo M&G Global Basics – che può contare su una lunga storia di successo che affonda le radici nel lontano 1977 – o l’Ing Invest European Materials ( il prodotto più redditizio da inizio anno). All’interno del portafoglio di questi fondi troviamo i titoli di società coinvolte in attività minerarie (Anglo American e Rio Tinto).

Un altro settore dalle prospettive interessanti è quello finanziario. Si tratta di uno dei settori favoriti dai money manager internazionali ( sovra- pesato nei portafogli già da qualche mese). Nell’attuale fase del ciclo e in un environment caratterizzato da progressivi rialzi dei tassi di interesse, i valori bancari e quelli delle società finanziarie rientrano nel novero dei preferiti degli esperti. Il quadro degli ultimi mesi e dell’ultimo biennio evidenzia che le performance offerte dai fondi si sono posizionate su valori vicini alla media del settore. Le previsioni inglobano una crescita dei benefici e dei movimenti corporativi che dovrebbe fornire un’ulteriore spinta alle quotazioni. A cura di www.fondionline.it