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Fondi: Lipper Pan European Etf Report di luglio

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I volumi negoziati di quote di Exchange Traded Fund sui principali listini europei hanno subito una battuta d’arresto in luglio. Dopo aver toccato il picco delle negoziazioni a maggio, il secondo decremento mensile consecutivo (dopo l’arretramento di giugno) si è materializzato con un calo del 30,10% dei volumi (per complessive 393 milioni di share). Il dietrofront di luglio non ha compromesso i buoni risultati raggiunti negli ultimi dodici mesi: i volumi negoziati sono cresciuti del 42,65% rispetto al dato registrato un anno fa. Tuttavia, per una migliore comprensione dei dati è importante sottolineare che i differenti metodi di rilevazione utilizzati dai singoli listini hanno condizionato i risultati. Per esempio, l’OMX di Stoccolma, l’SWX Swiss e il virt-x includono anche le negoziazioni over the counter.

Le negoziazioni continuano a concentrarsi su un numero ristretto di listini e su un numero relativamente basso di strumenti. In luglio, i sei mercati più importanti dell’area hanno assorbito l’88% dei volumi negoziati. Quasi tutti i listini hanno chiuso il mese con un calo dei volumi. Il decremento subito dalla Borsa tedesca (28,45%) non ha impedito a questo listino di continuare ad occupare il primo posto della classifica dei volumi negoziati (la Deutsche Borse assorbe il 31% delle operazioni di compravendita aventi ad oggetto gli Etf). Un incremento dei volumi è stato registrato solo in tre listini: virt-x, Vienna Stock Exchange e OMX Stockholm.

Il ranking che misura l’andamento medio del trading volume sui singoli mercati non presenta grandi cambiamenti per i listini più importanti. La Borsa tedesca accoglie il 29% dei volumi negoziati, il London Stock Exchange (LSE) il 21%, Borsa italiana l’11%, Paris Euronext il 10% e l’OMX Copenhagen il 9%.

I dati sui volumi sono influenzati dalla porzione di asset sottostante rappresentata da ogni singola share. Le share che rappresentano una piccola porzione dell’indice sono più a buon mercato rispetto a quelle che includono una porzione consistente dell’indice. Per tale ragione, gli investitori possono esporsi in eguale misura agli indici, servendosi di due differenti strumenti. Tuttavia, l’investitore riceverà un numero diverso di share a seconda delle caratteristiche dell’etf scelto.

Alcuni operatori hanno presentato delle novità. Indexchange ha lanciato un gruppo di nuovi Etf agganciati all’andamento degli iBoxx Liquidi Sovereigns Indices: iBoxx euro liquid sovereigns capped 1.5-10.5EX, iBoxx euro liquid sovereigns capped 1.5-2.5EX, iBoxx euro liquid sovereigns capped 2.5-5.EX, iBoxx euro liquid sovereigns capped 5,5-10.5EX e iBoxx euro liquid sovereigns capped 10.5+EX.
Axa Investment Managers e BNP Paribas hanno lanciato l’Easy Etf Gs Ultra Light Energy sul mercato tedesco. Questo Etf è agganciato al Goldman Sachs Ultra Light Energy Total Return Index è investe in titoli del settore energy una quota non superiore al 27% del proprio patrimonio. A cura di ww.fondionline.it