Fondi italiani: domina la prudenza a scapito del rendimento

Inviato da Redazione il Ven, 24/07/2009 - 10:40
La prudenza degli italiani ha parzialmente salvato l'industria dei fondi made in Italy con il passivo di oltre 24 miliardi di euro nel 2008 che appare meno profondo se lo si confronta con l'andamento dei mutual funds all'estero. Lo si evince dalla diciottesima indagine su fondi comuni italiani e sicav elaborata dall'Ufficio studi di Mediobanca. Il "rosso dei fondi italiani nel 2008 rappresenta solo il 2% delle perdite totali in Europa pari a 1.200 miliardi e addirittura lo 0,7% rispetto al "buco" da 3.000 mld di dollari negli Usa. La tenuta è spiegabile dal fatto che in Italia solo il 12% del patrimonio è investito in azioni, contro la media del 30% dei fondi europei e del 40% dei fondi americani. In Italia i due terzi del totale è investito in titoli di Stato comportando così una minore volatilità, ma allo stesso tempo limitando i rendimenti potenziali.
Non mancano comunque gli aspetti negativi. Nel 2008 il rendimento medio netto è stato negativo dell'8,4%, il peggiore di sempre. A cui vanno aggiunti i costi di gestione, pari all'1,2% circa, il doppio rispetto alla media Usa. Facendo un'analisi di medio-lungo periodo, il rapporto Mediobanca evidenzia inoltre come l'industria dei fondi italiana continua a perdere posizioni nello scacchiere globale attestandosi in decima posizione a livello di patrimonializzazione rispetto al quarto posto occupato nel 2004. Il patrimonio a fine 2008 risulta quasi dimezzato rispetto a dieci anni fa con il patrimonio dei fondi azionari sceso addirittura dell'85% nello stesso arco di tempo. L'incidenza dei patrimoni gestiti sul Pil è ora al 13,6% contro il 41,9% nel 1999. Il rapporto di Mediobanca evidenzia poi gli esigui rendimenti offerti dai fondi nel lungo periodo: nell'ultimo decennio il rendimento medio annuo dei Bot a 12 mesi ha superato quello dei fondi di 2,5 punti.
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