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Fondi: i “dubbi energetici” penalizzano la categoria

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Il prezzo del petrolio Brent -quello di riferimento per il mercato europeo- ha superato i 78 dollari al barile il 14 luglio e il 9 agosto (in quest’ultimo caso a causa dei timori sollevati dalla chiusura di un giacimento in Alaska). Dopo aver toccato il punto massimo degli ultimi anni, il greggio ha subito un sensibile calo che ne ha pilotato la quotazione al di sotto dei 60 dollari (14 settembre). Una caduta di questa portata in un periodo di tempo tanto breve ha provocato, tra gli altri effetti, l’inizio di una speculazione su alcuni temi importanti quali la quantità di riserve reali esistenti, le aspettative inerenti la domanda di carburanti fossili o il futuro delle energie alternative.

Un altro tipo di effetto ha avuto luogo nelle quotazioni dei titoli delle società petrolifere. Il mercato dei fondi comuni di investimento è un riflesso eccellente del comportamento seguito dagli investimenti in società petrolifere o compagnie che svolgono attività direttamente correlate con il business dell’energia. Le buone performance ottenute in agosto dalle categorie di strumenti del risparmio, hanno trovato una cifra in rosso proprio nel rendimento offerto dai fondi specializzati nel settore energy e risorse naturali. Il rendimento medio registrato da questo gruppo di fondi in agosto è stato negativo di oltre due punti, trasformandosi nell’unica categoria di fondi a chiudere la mensilità in territorio negativo.

La scorsa settimana, il quotidiano economico Wall Street Journal ha riportato le opinioni dei maggiori esperti di temi ‘energy’. La maggior parte degli interpellati ha sostenuto che le riserve energetiche disponibili sono superiori a quelle ipotizzate da molti osservatori, e che agli attuali ritmi di consumo non ci saranno problemi di approvvigionamento per i prossimi 100-150 anni. Un altro punto in comune nel pensiero degli esperti è il continuo miglioramento delle tecnologie di ricerca ed estrazione. I miglioramenti consentiranno la trasformazione del petrolio di bassa qualità in riserve utili per il futuro.

Lo sviluppo delle energie alternativa è un ulteriore elemento che gioca a favore di coloro che credono nell’inutilità degli allarmismi. Le energie alternativa hanno ricevuto un forte impulso negli ultimi anni. Alle tipologie più conosciute – eolica e solare- si sono aggiunte alcune novità che rappresentano delle importanti realtà in alcuni paesi (etanolo) e altre con ottime prospettive di sviluppo (carbone liquido). Quest’ultima consiste in un processo che trasforma il carbone in combustibili liquidi. In alcuni paesi provvisti di importante riserve di questo minerale -come Usa e Cina- questa tecnologia può rappresentare un importante supporto alle fonti di energia tradizionali.

In ogni caso, molti analisti pongono in serio dubbio che il mercato si sia lasciato alle spalle un periodo caratterizzato da elevate quotazioni del greggio. Numerosi esperti prevedono che le tensioni tra domanda e offerta continueranno e che i prezzi si manterranno elevati anche nei prossimi anni. A cura di www.fondionline.it