Foncière des Régions-Beni Stabili, al via da oggi fino al 16 luglio l'Ops

Inviato da Carlotta Scozzari il Gio, 14/06/2007 - 16:18
Quotazione: BENI STABILI

Dopo che il primo giugno il consiglio di amministrazione di Beni Stabili aveva dato il proprio benestare all'integrazione e dopo l'ok della Consob alla pubblicazione del documento informativo rivolto agli investitori, prende il via oggi per terminare il 16 luglio il periodo di adesione all'Offerta pubblica di scambio obbligatoria (Ops) fra azioni Foncière des Régions e azioni Beni Stabili, nel rapporto di un titolo francese ogni 100 italiani. L'operazione del gruppo d'oltralpe guidato dall'amministratore delegato, Cristophe Kullmann, è divisa in due fasi. Nella prima, datata 4 maggio 2007, la Delfin di Leonardo Del Vecchio ha ceduto ai francesi il proprio 34% della società italiana capitanata dall'amministratore delegato, Aldo Mazzocco, scambiandolo con nuove azioni Foncière des Régions; mentre la seconda fase consiste nel lancio dell'Ops. Ora il gruppo francese, come ha dichiarato Kullmann in occasione del road show europeo per la presentazione del progetto di integrazione che ha preso il via questa mattina da Milano, punta e salire fino al 51% di Beni Stabili, partecipazione vista come "quota ideale".

Il progetto di integrazione che corre sull'asse italo-francese consentirà di dare vita a uno dei principali gruppi immobiliari europei, con un patrimonio consolidato superiore ai 14 miliardi di euro. La strategia di sviluppo del gruppo prevede che Beni Stabili resti quotata alla Borsa di Milano e continui a crescere mantenendo il focus sugli uffici e sul retail. Mazzocco, che dopo il completamento dell'operazione resterà a.d. del gruppo immobiliare nostrano, ha sottolineato che la scelta tra l'opzione di mantenere in portafoglio le azioni italiane e quella di scambiarle con quelle francesi è essenzialmente una scelta di "esposizione di mercato", perché "in termini di impegno del management e di equilibri si tratta di due società del tutto confrontabili". "Beni Stabili - ha aggiunto l'a.d. - non diventerà la filiale di un gruppo straniero, sennò non sarei nemmeno rimasto qui". Massimo De Meo, altro a.d. del gruppo immobiliare italiano insieme con Mazzocco, sarà responsabile di una nuova società veicolo, che sarà partecipata da Beni Stabili con una quota intorno al 20% e che prenderà il nome di Beni Stabili Hotel, che darà vita a un braccio italiano con un focus iniziale sul settore dell'ospitalità. "Probabilmente in un secondo momento - ha affermato Mazzocco - diventerà una Siiq".

E in effetti in questo periodo il mondo del real estate, in attesa che giunga il decreto ministeriale attuativo, è in fermento per l'imminente arrivo - anche in Italia dopo che esistono già sui mercati più industrializzati - delle Società di investimento immobiliare quotate, più brevemente le Siiq, o le Siic per dirla alla francese. La Francia in effetti, a opinione di Mazzocco, è il Paese a cui più di tutti il nostro Governo dovrebbe guardare per perfezionare la legge sull'introduzione delle Siiq. "Siamo contentissimi della legge - ha spiegato l'a.d. di Beni Stabili - e riteniamo anche che il regolamente attuativo sarà migliorativo, quindi va bene così. C'è un laborìo a livello comunitario per armonizzare le leggi e i regolamenti dei Paesi interessati. Quando ci sarà questa armonizzazione i Reits (Real estate investment trust, ovvero le Società d'investimento immobiliare quotate nel linguaggio anglosassone, ndr) europei potranno fare concorrenza a quelli americani. Inoltre riteniamo che la riforma sui Siiq sia uno strumento per rendere meno obsoleto il mercato italiano".

E Beni Stabili come si comporterà in questo periodo di grandi cambiamenti nel settore real estate? "Beni Stabili - ha spiegato Mazzocco - tenterà di diventare una Siiq, ma ovviamente non è un 'must' e se non lo farà subito lo farà un po' più in là, secondo i tempi e i modi preferibili per la società". L'a.d. ha poi aggiunto che da adesso in poi, per quanto concerne l'espansione estera, la parola spetterà a Foncière des Régions ("Non faremo nulla all'estero, noi siamo dichiaratamente focalizzati in Italia, negli uffici retail; ad andare all'estero ci penserà Foncière des Régions"). La strategia di Beni Stabili poi, sempre stando a quanto dichiarato da Mazzocco, non sarà focalizzata soltanto sulle grandi città di Roma e Milano ma anche sui centri minori della provincia italiana, "verso i quali stanno riaffluendo i veri soldi, anche perché lì c'è meno competizione che nei grandi centri".

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