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Focus sui semiconduttori dopo ipotesi allarme utili 2011 di Hitachi

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Il mercato continua a seguire da vicino il comparto dei semiconduttori. Un interesse che è tornato a salire dopo le indiscrezioni riportate da Bloomberg, secondo cui Hitachi potrebbe annunciare nei prossimi giorni un allarme utili per il 2011. Sarebbe il secondo nel giro di poco tempo, dopo quello lanciato a fine maggio dalla finlandese Nokia. Se il profit warning di Hitachi venisse confermato potrebbe pesare notevolmente sulle previsioni per il settore, che potrebbero essere ritoccate al ribasso.

E in questo scenario come si posiziona l’italo-francese Stmicroelectronics? “Questa indicazione non impatta immediatamente su Stmicroelectronics, tuttavia, se fosse confermata, farebbe peggiorare notevolmente il mood nel settore”, commentano gli analisti di Intermonte nella nota odierna. E si spingono oltre: “Non escludiamo che ci possa essere una revisione al ribasso della guidance di Stm sul secondo trimestre in scia alle indicazioni arrivate da Nokia. Tra l’altro l’attuale rafforzamento dell’euro sul dollaro va in questa direzione”. Intanto, l’azione del colosso dei chip italo-francese sembra non curarsi di queste voci (ha già pagato in Borsa l’allarme utili lanciato da Nokia) e si posiziona tra i migliori del Ftse Mib, con un rialzo di circa l’1,50%.

A livello tecnico le quotazioni del Sox, il paniere della Borsa di Philadelphia che raccoglie le società attive nella progettazione, produzione, distribuzione e vendita di semiconduttori, vedono le proprie quotazioni in bilico. Utilizzato sovente come indicatore in grado di anticipare lo sviluppo del ciclo economico, l’indice lanciato il primo dicembre 1993 oltre ad avere le medie mobili di breve e di lungo incrociate negativamente dallo scorso 16 maggio ha nelle ultime sedute generato diverse indicazioni di vendita. Nello specifico il primo segnale si è avuto con il cedimento della trendline ascendente ottenuta con i minimi crescenti del 16 marzo e del 18 aprile. La trend in questione, rotta il 23 maggio, è già stata pullbackata con i massimi intraday del 31 maggio e ha così consentito la ripresa del movimento discendente. Il secondo segnale, ancor più significativo in quanto ha portato alla rottura dei supporti statici presenti a 418,62 punti, livello ripetutamente testato nelle ultime settimane, viene invece dal completamento di una figura tipicamente di inversione del trend: si tratta del testa e spalle ribassista costruito a cavallo tra il 23 marzo e il 6 giugno. Considerando che il Sox tra il 31 agosto e il 18 febbraio aveva incamerato una progressione del 53,32%, una correzione potrebbe risultare salutare e naturale. Partendo da questi presupposti ecco dunque che l’ingresso in vendita a 417,85 punti, con stop in caso di nuovi allunghi oltre le resistenze statiche poste a 449 punti, permette di mettere nel mirino dapprima il primo target di 405,55 punti e successivamente il secondo a 387 punti, area ove oltre alla presenza alcuni supporti grafici si verrebbe a completare l’estensione al ribasso del testa e spalle menzionato in precedenza.