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Focus sui conti del calcio europeo

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A poco più di una settimana dall’assegnazione delle Champions League, volata in Italia nella bacheca di via Turati a Milano, e con i giochi campionato e retrocessione pressoché chiusi in quasi tutta Europa, si fanno i conti in tasca al mondo del calcio. Il mercato del pallone nel Vecchio continente cresce del 9% e raggiunge una cifra pari a 12,6 miliardi di euro grazie soprattutto al successo della Coppa del Mondo in Germania che ha visto salire gli azzurri sul tetto più alto del mondo. Sono questi due dei dati più importanti che emergono dall’annuale studio di Deloitte dal titolo “Annual rewiew of football finance”, che ha registrato un miglioramento sia dello sviluppo del mercato europeo sia degli aspetti finanziari delle squadre che appartengono alle cinque più importanti federazioni d’Europa, tra cui Gran Bretagna, Italia, Germania, Spagna e Francia.


Campioni di ricavi si confermano anche in questa edizione le società della Premier League inglese che hanno guidato questa speciale classifica mettendo a segno circa 2 miliardi di euro guadagni e una profittabilità pari a 200 milioni di euro. Seconda posizione per le squadre di serie A con un reddito totale pari a 1,4 miliardi di euro. E tra le altre “big five” in termini di reddito in evidenza Germania e Spagna con 1,2 miliardi di euro. È la Francia a completare il quintetto con una cifra pari a 900 milioni. Secondo l’analisi di Deloitte, sono rosee anche le prospettive per la stagione 2007/2008 in cui i ricavi delle squadre delle principali federazioni saliranno in scia agli accordi sui diritti televisivi, pari a oltre 2,5 miliardi di euro. Tuttavia, la bufera di calciopoli scoppiata poco più di un anno si farà ancora sentire sul calcio nostrano e in particolar modo sui ricavi del campionato di serie A, portando in vantaggio la Premier League di circa un miliardo di euro.

Andando oltre e guardando al futuro, alle possibili cessioni di questa estate e in generale alla prossima stagione, Paul Rawnsley, director di Deloitte in Gran Bretagna e parte del team Sports Business Group, spiega che il controllo dei costi rimane l’indicatore chiave da monitorare sempre con attenzione per trasformare il calcio in un business di successo. “Uno degli indicatori di efficienza principali per le squadre é costituito dall’ammontare – continua Rawnsley – degli stipendi rapportato al giro d’affari: per le principali federazioni europee questo indice si è stabilizzato a un livello più adeguato rispetto a due o tre stagioni fa – passando dal 60% al 65”.