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Focus Bce: banche potrebbero far ricadere su risparmiatori i costi dei tassi negativi sui depositi

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“Le misure annunciate dalla Banca centrale europea sono utili, ma non cambiano in maniera significativa l’outlook per la crescita o per l’inflazione nel breve termine”. E’ il commento di Azad Zangana, European Economist di Schroders, che si aspettava un taglio dei tassi di interesse lievemente più ampio, “La vera entità di tali effetti è però legata a due eventualità: sensibile aumento del prestito bancario; ragionevole deprezzamento dell’euro (finora ciò non è ancora avvenuto)”, rimarca l’esperto di Schroders. Come lo stesso Draghi ha spiegato durante la conferenza stampa di ieri, l’Eurotower non può obbligare le banche ad aumentare i prestiti, né è in grado di abbassare i tassi di interesse per le famiglie e per le imprese.
Schroders è in disaccordo con la decisione di portare i tassi sui depositi in territorio negativo “poiché ciò porta all’aumento dei costi di finanziamento delle banche, che a loro volta o aumenteranno le spese per i risparmiatori o incrementeranno i tassi di interesse sui prestiti”. “Tuttavia – prosegue – la decisione di lanciare le nuove TLTRO permetterà di controbilanciare questi costi, ma solo per gli istituti di credito che decideranno di partecipare a tale programma di stimolo. Dato che la grande maggioranza delle banche in questo momento può liberamente finanziarsi sui mercati, la partecipazione al programma sarà probabilmente inferiore alle attese. Inoltre, il target iniziale di 400 miliardi di euro annunciato ieri (elemento chiaramente volto a tranquillizzare la Corte Costituzionale tedesca) è secondo noi troppo basso e dovrebbe essere alzato ad almeno 1.000 miliardi di euro”.