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Fmi taglia stime crescita globale, pesa debolezza emergenti. Aumentano i rischi al ribasso

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Le più deboli prospettive per alcune delle economie emergenti peserà sulla congiuntura a livello globale. Il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) ha aggiornato oggi le proprie stime sulla crescita globale tagliando le previsioni sia per quest’anno che per il 2017 in virtù delle maggiori preoccupazioni circa la salute dell’economia globale.
L’istituto con sede a Washington ha tagliato di 0,2 punti percentuale le previsioni per il 2016 e il 2017 rispetto a quanto annunciato tre mesi fa rimarcando che i rischi per le sue previsioni sono al ribasso. L’aggiornamento del World Economic Outlook stima ora un +3,4% quest’anno e +3,6% nel 2017. La crescita delle economie avanzate è prevista in aumento del 2,1 per cento sia quest’anno che nel 2017. Di contro la crescita degli emergenti è prevista rispettivamente del 4,3 e del 4,7% nel 2016 e 2017 dal +4% del 2015 (ritmo più basso dalla crisi finanziaria del 2008-2009). 

Tanti rischi: Cina, tensioni geopolitiche, dollaro forte e sell-off commodity 
L’FMI sottolinea come i rischi principali sono legati al rallentamento della Cina, al dollaro USA più forte, alle tensioni geopolitiche, ai prezzi delle materie prime più bassi, e alla rinnovata avversione al rischio a livello mondiale. Tra i rischi è annoverata anche la progressiva uscita da condizioni monetarie estremamente accomodanti da parte degli Stati Uniti. “Se queste sfide non saranno gestite con successo, la crescita globale potrebbe deragliare – rimarca il Fondo – con le banche centrali che devono continuare a stimolare la crescita e i governi devono sostenere la spesa per investimenti, ove possibile”. 

Brasile, Russia e Arabia Saudita gravemente colpite da caduta prezzi petrolio
La revisione al ribasso delle stime riflette sostanzialmente una visione più pessimistica sulle prospettive per alcuni paesi emergenti. In particolare la recessione del Brasile si sta rivelando più profonda e più prolungata di quanto stimato in precedenza. Tagliate anche le stime di crescita per Russia e Arabia Saudita, tra i paesi maggiormente colpiti dal crollo dei prezzi del petrolio.  Le previsioni del Fmi assumono un prezzo del petrolio di quasi 42 $ al barile nel 2016, notevolmente superiore ai livelli attuali.