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Fmi taglia le stime di crescita, per l’Italia una recessione peggiore nel 2013

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L’economia globale crescerà più lentamente del previsto, a causa della debolezza dei Paesi emergenti. Così il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha tagliato le stime di crescita dell’economia mondiale per il 2013 e il 2014, ma anche degli Stati Uniti e dell’Eurozona. Alla sforbiciata non è passata indenne nemmeno l’Italia, per cui è prevista quest’anno una recessione più profonda.
Nell’aggiornamento del World Economic Outlook, pubblicato oggi, l’Fmi stima una crescita globale del 3,1% per quest’anno e del 3,8% per il 2014, con una revisione al ribasso di 0,25 punti percentuali su entrambi gli anni rispetto alle previsioni formulate lo scorso aprile. Una sforbiciata dovuta alle “continue delusioni nelle principali economie emergenti, a una più profonda recessione nella zona euro e a una più lenta espansione degli Stati Uniti”, spiega l’Fmi. 
E proprio sugli Stati Uniti, l’istituto di Washington ha limato le stime di crescita. La prima economia mondiale si espanderà dell’1,7% nel 2013 e del 2,7% nel 2014, ovvero 0,2 punti percentuali in meno rispetto a quello previsto qualche mese fa. Di contro, la crescita è stata più forte del previsto in Giappone, tanto che l’Fmi ha alzato in questo caso le sue previsioni: l’economia nipponica segnerà un +2% nel 2013 (in aumento dello 0,5% rispetto ad aprile), grazie all’aumento della fiducia e della domanda privata in scia alle recenti politiche accomodanti.
Seppur in crescita, preoccupano i Paesi emergenti, dove l’economia è prevista in miglioramento del 5% nel 2013 e del 5,5% l’anno prossimo (ossia lo 0,25% in meno rispetto ad aprile). Le nuove prospettive dell’Fmi “riflettono esportazioni più deboli, prezzi delle materie prime più bassi, preoccupazioni di stabilità finanziaria, e, in alcuni casi, un sostegno più flebile della politica monetaria”. La Cina, la seconda economia del mondo, dovrebbe segnare una espansione del 7,75% nel 2013-14.
Brutte notizie, infine, per l’Eurozona e per l’Italia, dove la recessione sarà più profonda del previsto. Nell’ultimo rapporto dell’Fmi, il Pil dell’Eurozona si contrarrà dello 0,6% nel 2013, 0,2 punti percentuali in più rispetto alle stime di aprile, mentre la ripresa si vedrà nel 2014 quando il Pil dovrebbe segnare un +0,9%. E di conseguenza, anche l’Italia soffrirà di più. L’istituto guidato da Christine Lagarde ha indicato un Prodotto interno lordo italiano in contrazione quest’anno dell’1,8% rispetto al -1,5% previsto lo scorso aprile. L’anno prossimo l’economia italiana dovrebbe invece mostrare segnali di miglioramento, registrando una crescita dello 0,7% (dal +0,5% pronosticato ad aprile).