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Fmi: riviste al ribasso stime crescita globale per 2015 e 2016, preoccupa frenata degli emergenti

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Il Fondo monetario internazionale (Fmi) è più pessimista riguardo l’economia mondiale. Nel nuovo World economic outlook, diffuso oggi, l’Fmi ha rivisto al ribasso le sue previsioni di crescita economica globale per il 2015 e 2016, a causa dei maggiori rischi legati al rallentamento cinese e alla debolezza di altri grandi Paesi emergenti, che frenano in scia al calo dei prezzi delle materie prime. 
Le nuove stime sul Pil
Il Prodotto interno lordo (Pil) del pianeta è stato abbassato dello 0,2% per il 2015 e il 2016, rispettivamente a al +3,1% e al +3,6%. “In un contesto di calo dei prezzi delle materie prime, i flussi di capitale ridotti ai mercati emergenti e alle pressioni sulle loro valute, e una maggiore volatilità dei mercati finanziari, i rischi per le prospettive economiche sono aumentati, in particolare per i mercati emergenti”, si legge le rapporto dell’Fmi.
I timori si concentrano soprattutto sulla Cina, il cui rallentamento economico si confermerà nel 2016 con una crescita attesa del 6,3% l’anno prossimo, il livello più basso degli ultimi 25 anni. Tra gli emergenti, preoccupa anche il Brasile, dove la recessione è prevista due volte più forte del previsto (-3% nel 2015). Nell’insieme, la crescita dei Paesi emergenti è in calo per il quinto anno consecutivo al 4%, prima di risalire al 4,5% nel 2016.
Per quanto riguarda i Paesi sviluppati, gli Stati Uniti dovrebbero registrare una crescita del 2,6% quest’anno e del 2,8% l’anno prossimo (la previsione dell’Fmi è un po’ più ottimista della proiezione della Federal Reserve, che si attende una espansione del 2,1% nel 2015 e del 2,3% nel 2016). Per la zona euro, la stima sul 2015 è stata confermata a un +1,5% mentre quella per il 2016 è stata limata a un +1,6% (dal precedente +1,7%). “La ripresa moderata nella zona euro è sostenuta dai bassi prezzi del petrolio, una politica monetaria accomodante e il deprezzamento dell’euro”, spiega l’Fmi. Nel Vecchio continente, la Germania si conferma il motor dell’economia europea, con una crescita stimata dell’1,5% nel 2015 e dell’1,6% nel 2016. 
Le stime sull’Italia
In questo scenario, l’Italia dovrebbe segnare una crescita dello 0,8% quest’anno e dell’1,3% l’anno prossimo, con una revisione al rialzo dello 0,1% per entrambi gli anni rispetto alle previsioni di luglio. La disoccupazione è stimata al 12,2% nel 2015 e all’11,9% il prossimo. In miglioramento le condizioni della finanza pubblica. Il deficit, secondo le nuove stime dell’Fmi, scenderà dal 2,7% del Pil nel 2015 al 2% nel 2016. Il debito pubblico dovrebbe cominciare a calare dal 133,1% del Pil quest’anno, al 132,3% l’anno prossimo.