Fmi: il mondo attraversa una "schizofrenia" economica (fondionline.it)

Inviato da Redazione il Mar, 19/09/2006 - 11:12
L'ultimo report congiunturale (intitolato Prospettive economiche mondiali) diffuso dagli esperti del Fondo Monetario Internazionale contiene argomenti che fanno pendere la bilancia tanto verso l'ottimismo quanto verso la preoccupazione. L'economia mondiale ha da poco concluso i quattro anni di crescita più intensa degli ultimi tre decenni, ma i rischi sono cresciuti in modo esponenziale.

Raghuram Rajan, capo economista del Fondo Monetario Internazionale non ha saputo trovare una migliore definizione dell'attuale stato dell'economia mondiale: schizofrenica. Rajan ha sostenuto che non è possibile utilizzare un'altra definizione per descrivere un contesto caratterizzato sia da una crescita robusta sia da un continuo aumento dei rischi sistemici.

Il report -elaborato con cadenza semestrale dal FMI- evidenzia che l'economia planetaria crescerà del 5,1% nel 2006 e del 4,9% nel 2007 (dati superiori alle aspettative formulate ad aprile). Tuttavia, se negli ultimi report l'FMI ripeteva la cantilena che Stati Uniti e Cina erano le locomotrici di un treno che doveva trainare due zavorre (zona euro e Giappone), ora il paesaggio sembra essere cambiato. L'economia a stelle e strisce crescerà del 3,4% nel 2006 -senza variazioni rispetto a quanto registrato in aprile- con prospettive di rallentamento fino al 2,9% nel 2007 (il dato mostra un taglio di quattro decimi di punto rispetto alle aspettative formulate dal FMI in primavera). L'area euro toccherà un tasso di crescita del 2,4% nel 2006 -il ritmo più sostenuto degli ultimi sei anni- e il 2% nel 2007. Il Giappone crescerà del 2,7% nel 2006 e del 2,1% nel 2007.

Il rinnovato impulso della domanda interna in Germania è stata la chiave del rinnovato impulso europeo. L'importanza del mercato tedesco per l'are euro è tale che il team del FMI sta cercando di calcolare quali potrebbero essere gli effetti del possibile rallentamento dei consumi teutonici nel 2007 a causa dell'impatto ascrivibile all'applicazione della nuova aliquota IVA. L'economia nipponica sembra invece aver superato gli anni in cui il fantasma della deflazione rifletteva la sua mancanza di dinamismo.

Le aspettative di crescita per la Cina - a dispetto della magnitudine- non sorprendono più di tanto. Il FMI prevede una crescita annua del 10% nel biennio 2006-2007. L'America Latina mantiene la sua vitalità con un'aspettativa di crescita del 4,8% per l'anno in corso e del 4,2% per il 2007.

Dietro la festa delle cifre, il FMI individua due nuovi rischi che potrebbero compromettere le aspettative. L'organismo ha lasciato chiaramente intravedere la sua preoccupazione per il rallentamento del mercato immobiliare Usa. La ragione è sempre la stessa: l'impatto sui consumi potrebbe essere devastante. 'Una sensibile contrazione nel mercato immobiliare avrebbe effetti dirompenti in un'economia in cui i due terzi del Pil sono coperti dalla voce consumi', ha sottolineato Rajan.

Il 'rischio immobiliare' può nascondersi anche in altre economie. 'Le preoccupazioni si concentrano sugli Stati Uniti, anche se altri mercati come Irlanda, Regno Unito e Spagna mostrano chiari segni di sopravvalutazione', ha affermato Rajan. Le pressioni inflazioniste che cominciano ad essere percepite negli Stati Uniti sono la seconda fonte di preoccupazione per il FMI. Rajan ha precisato che la Federal Reserve dovrà affrontare il delicato compito di controllare i prezzi in un contesto economico propenso alla decelerazione. Rajan sostiene che le autorità monetarie statunitensi non dovrebbero applicare una dilatazione della politica monetaria restrittiva.

Il terzo rischio per l'economia mondiale -secondo il Fondo- risiede nella convivenza di enormi deficit e superavit. Secondo il team di esperti, non deve essere scartata l'ipotesi che una correzione venga raggiunta attraverso un intervento sul mercato delle valute e un deprezzamento del biglietto verde. A cura di www.fondionline.it


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