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L’Fmi e la manovra dimenticata. Dietrofront sull’Italia

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Piccolo pasticcio dell’Fmi sull’Italia. Il controverso rapporto sull’Italia redatto dal Fondo Monetario Internazionale ha creato confusione nella giornata di ieri poiché si ipotizzava la necessità di ulteriori misure per ridurre il deficit italiano. Rapporto che però non prende in considerazione la recente manovra da quasi 25 mld di euro messa in atto dal governo italiano proprio al fine centrare l’obiettivo di riduzione del deficit sotto il 3% entro il 2012. E’ pertanto arrivata la pronta rettifica dall’Fmi. “L’Italia non necessita di ulteriori manovre”, ha sostenuto Arrigo Sadun, direttore esecutivo italiano al Fmi, rimarcando come la manovra appena varata assicurerà l’obiettivo di ridurre il deficit sotto il 3% nel 2012.


Riforme strutturali e rafforzamento patrimoniale delle banche. Sono due mosse che gli esperti del Fmi ritengono indispensabili per l’Italia. Il rapporto dell’Fmi rimarca come ci sia ancora un ritardo sulle riforme strutturali rimarcando come nell’ultima decade la crescita italiana è stata anemica, ponendo l’accento sul calo della competitività del Belpaese che paga un’inflazione che negli anni si è mantenuta sopra la media dell’eurozona; inoltre la forza dell’euro che fino al 2009 ha frenato il commercio dell’Italia verso i Paesi al di fuori dell’Unione. L’Fmi mantiene la propria stima di crescita dello 0,8% del pil italiano per il 2010, dell’1,2% per l’anno seguente e dell’1,5% nel 2012. Previsioni meno ottimistiche rispetto a quelle su cui si basano i calcoli del Tesoro italiano: +1,1% nel 2010 e +2% nel 2011 e 2012. Stime di Roma che vanno anche oltre le stime recentemente rilasciate dall’Ocse (+1,1% nel 2010 e +1,5% nel 2011) e quelle della Commissione Europea (+0,7% nel 2010 e +1,4% nel 2011).


L’organismo con sede a Washington ha poi fatto il punto sulle banche italiane che mostrano una ripresa dei profitti ma non a sufficienza per rafforzare i ratios patrimoniali che risultano inferiori alla media europea nonostante la tenuta del sistema bancario italiano nel corso della crisi finanziaria. La fotografia sul settore bancario italiano scattata dal Fondo Monetario Internazionale evidenzia come, alla luce del moderato outlook circa la risalita della profittabilità, sarà difficile rinforzare in maniera significativa la situazione patrimoniale con il solo apporto del recupero degli utili, anche assumendo dei dividendi meno corposi. Tra le opzioni in mano alle banche, secondo l’Fmi, c’è la vendita degli asset no core e il ricorso ad aumenti di capitale.