Fmi: in Italia la ripresa resta fragile, giuste le misure anticrisi del Governo

Inviato da Alberto Bolis il Mar, 30/03/2010 - 15:41

In Italia è in atto "una ripresa fragile e modesta basata sulla domanda esterna". E' la fotografia del Fondo monetario internazionale al termine della sua missione annuale. "La crisi
globale - si legge nel giudizio di sintesi - ha fatto pagare dazio aggravando le debolezze strutturali di lungo periodo e provocando la peggiore recessione dalla fine della Seconda Guerra mondiale". Gli ispettori del Fondo apprezzano però l'azione del Governo italiano per arginare la crisi economica: il contenimento del deficit fiscale e le misure puntuali adottate dalle autorità per rafforzare le reti di sicurezza e il sostegno al settore finanziario "sono state la risposta giusta", si legge nel comunicato finale. "Appropriata anche la resistenza alle pressioni per un ampio pacchetto di stimolo fiscale".

La strategia del Governo italiano per un rientro graduale del deficit pubblico sotto il 3% del Pil entro il 2012 è basata su dei target di consolidamento fiscale, 1,75% del Pil nel periodo 2010-2012, che gli ispettori del Fmi "approvano". Questi ultimi, allo stesso tempo, mettono in guardia sul fatto che l'aggiustamento fiscale è basato su una "stima ottimistica di ripresa forte e sostenuta, sulla piena attuazione dei precedenti piani di consolidamento annunciati e su misure aggiuntive che non sono state ancora comunicate". La missione in Italia del Fondo monetario è stata guidata da Adam Bennett. 

E al termine della missione, gli esperti del Fmi hanno sottolineato come l'Italia abbia affrontato meglio di altri Paesi la sfida globale ma ora dovrà portare avanti le riforme strutturali oltre a continuare sulla strada della riduzione del debito. Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha apprezzato le valutazioni sull'azione del Governo: "accogliamo la sfida sulle riforme strutturali e la riforma delle riforme è quella fiscale". Il Fondo ha inoltre messo in evidenza tre aspetti principali sulla situazione dell'Italia: un sistema bancario più solido grazie a regole molto forti che non ha impegnato ingenti risorse pubbliche come all'estero; la disoccupazione che è aumentata meno rispetto ad altri Paesi anche grazie alla cassa integrazione; infine l'Italia, grazie alle sue caratteristiche strutturali come l'alto tasso di risparmio e l'assenza di una bolla immobiliare, ha retto meglio l'urto della crisi globale.

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