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Fmi, la crisi non è finita. Tagliata la crescita mondiale

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Nuove nubi sembrano addensarsi sul futuro dell’economia internazionale. Mentre le principali piazze internazionali hanno tirato ieri il fiato in attesa di conoscere la decisione della Federal Reserve (Fed), che secondo gli operatori taglierà nuovamente i tassi d’interesse americani, le notizie allarmanti sono giunte dal Fondo monetario internazionale (Fmi), che ha tagliato in modo deciso dal 4,4% al 4,1% le stime di crescita dell’economia mondiale nel 2008. Previsioni pessimistiche contenute nel nuovo World economic outlook, versione aggiornata rispetto a quello pubblicato nell’ottobre del 2008.


Il quadro congiunturale negativo non fa ben sperare. Dal rapporto del Fondo monetario emerge che la crisi dei mutui subprime (quelli ad alto rischio), scoppiata questa estate, associata alle pesanti perdite del comparto bancario, si sta intensificando. Sintomatico è l’andamento volatile e incerto dei mercati finanziari.

In particolare, gli economisti di Washington hanno messo in evidenza come la crescita dell’economia a stelle e strisce, dove è partito il “contagio”, abbia subito un forte rallentamento nel quarto trimestre. A sostegno di questa tesi i segnali poco confortanti arrivati dai diversi indicatori che hanno mostrato una forte debolezza nel settore immobiliare, in quello manifatturiero, dei consumi e dell’occupazione. La situazione non migliora nemmeno nell’Europa occidentale, dove gli indicatori della fiducia si sono deteriorati.


Chi continua la sua espansione sono i Paesi Emergenti e le economia in via di sviluppo, guidati dalla Cina e dall’India. Queste economie – si legge nel World economic outlook – hanno beneficiato e continuano a farlo di un magic moment della domanda domestica, delle esportazioni di materie prime.


 


Particolarmente marcata la revisione per il Prodotto interno lordo (Pil) americano: alla fine del 2008 si attesterà all’1,5%, in flessione dello 0,4% rispetto a quanto previsto lo scorso autunno. Stime tagliate anche per Eurolandia (quindici Paesi): secondo le previsioni del Fmi, il Pil aumenterà dell’1,6% con un taglio dello 0,5% rispetto alle attese precedenti. Segnali di rallentamento si registrano anche in Giappone, che chiuderà il 2008 in crescita dell’1,5%, lo 0,2% in meno rispetto agli auspici di ottobre.


La crisi sembra dunque sfiorare meno le economie emergenti. L’Fmi stima che la crescita del Pil della Cina decelererà al 10% quest’anno rispetto all’11,4% del 2007. Il complesso delle economie in via di sviluppo dovrebbe registrare un rialzo del 6,9%, con un taglio dello 0,2% rispetto a ottobre.