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Fmi all’esame delle candidature: la scelta entro giovedì, Lagarde favorita

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I giochi possono dirsi quasi conclusi per il dopo Strauss Kahn. L’ultima parola spetterà ora al Fondo monetario internazionale (Fmi) chiamato a decidere su quale candidato, tra la francese Christine Lagarde e il messicano Agustin Carstens, si siederà alla poltrona di direttore generale, dopo le dimissioni di Dominique Strauss Kahn a seguito dello scandalo sessuale. E’ prevista infatti per oggi (nel primo pomeriggio italiano) a Washington la riunione dei 24 membri per esaminare le candidature, e la scelta dovrà arrivare entro giovedì. Tra i due, la favorita rimane Madame Lagarde, attuale ministro delle Finanze transalpino, dopo che ha ricevuto ieri anche l’appoggio della Cina. La sua vittoria non è comunque ancora scontata.


A schierarsi accanto al ministro francese, oltre all’Europa e al Giappone, è ora anche la Cina. Ieri da Londra, il governatore della Banca del Popolo cinese, Zhou Xiaochuan, ha espresso il suo appoggio a Lagarde. Il consenso di Pechino sarebbe arrivato per uno scambio di favori. Durante la campagna per la propria nomina, la francese avrebbe raccolto il favore del partito comunista promettendo di elevare il cinese Zhu Min, attualmente consigliere speciale del direttore operativo del Fmi, a una delle posizioni di vicedirettore nel caso in cui fosse lei a diventare il numero uno dell’organizzazione. Tra i sostenitori di Lagarde si conterebbero anche l’Egitto, l’Indonesia, la Corea del Sud, la Russia e alcuni Paesi africani di lingua francese.

Considerando il peso di tutti questi Paesi sul voto, la vittoria di Lagarde sembra assicurata. Ma non si esclude un colpo di scena. Il messicano Carstens infatti conta sull’appoggio dell’America Latina, del Canada e dell’Australia. L’ago della bilancia è rappresentato dall’America, che potrebbe mettere la sua leadership a sostegno del candidato messicano. Qualunque sia, la scelta dovrà essere presa entro giovedì. 


Ora più che mai, la posizione di direttore del Fmi riveste un ruolo centrale. Con la crisi di alcuni Paesi europei, in primis la Grecia, la vittoria di Lagarde, donna politica della Francia, potrebbe avere dei risvolti importanti. Si ricorda infatti che le banche francesi, insieme a quelle tedesche sono tra le più esposte al debito ellenico.

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