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Flash crash dell’oro: fat-finger o c’è qualcosa di più? Occhio a mosse hedge fund (GRAFICO)

Il tonfo dell’oro è stato accompagnato dal solito balzo del rapporto dollaro-yen (fenomeno che si verifica in questi casi), balzato a JPY 111,66. Conseguenze anche sui titoli di Stato Usa, …

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Flash crash dell’oro. Poco dopo le 10 ora italiane, le quotazioni dell’oro sono crollate di a $1.236 l’oncia, a un valore inferiore di quasi 20 dollari almeno rispetto a $1,254 precedenti.

Tutto ciò è avvenuto nell’arco di un minuto appena, sulla scia di smobilizzi dal valore nozionale di $2 miliardi. E alle 10.20, i volumi di scambio erano il 150% superiori rispetto alle medie recenti. Il crollo ha portato le quotazioni a bucare la media mobile degli ultimi 100 giorni, e a toccare quella degli ultimi 200 giorni.

Bloomberg ha spiegato l’episodio con un fat-finger, anche se diversi trader guardano con scetticismo a tale interpretazione, e credono piuttosto a un intervento delle banche centrali.

Il tonfo dell’oro è stato accompagnato dal solito balzo del rapporto dollaro-yen (fenomeno che si verifica in questi casi), balzato a JPY 111,66.

Conseguenze anche sui titoli di Stato Usa, i Treasuries, che sono capitolati ai minimi di seduta, mentre quello che è stato definito “un calo inatteso” delle quotazioni dell’oro ha sostenuto al rialzo le quotazioni del Dollar Index, salito ai massimi intraday.

Oro: occhio alle manovre degli hedge fund

Di certo, per le quotazioni, non aiuta il report diffuso venerdì scorso dalla US Commodity Futures Trading Commission: dai dati è emerso infatti che, nella settimana terminata lo scorso 20 giugno, gli hedge fund e i money manager hanno ridotto per la seconda settimana consecutiva le posizioni nette lunghe sull’oro scambiato sul Comex, tagliando in modo lieve anche quelle che avevano accumulato sull’argento.

Sullo sfondo c’è comunque un atteggiamento di cautela da parte degli investitori, all’inizio di una settimana che sarà ricca di dati macro.

Oro: ma la Fed potrebbe sostenere ancora i prezzi

Così commenta a Reuters Daniel Hynes, analista di ANZ:

“Il mercato guarda a questa settimana con cautela…sicuramente si temono dati deludenti e anche una Fed più “dovish” (colomba), fattori che potrebbero comunque sostenere i prezzi dell’oro”. In ogni caso, “qualsiasi cosa arrivi dal fronte dell’inflazione sarà costantemente monitorato”.

Focus, in particolare, sulle dichiarazioni che saranno rilasciate nella giornata di domani dal presidente della Fed, Janet Yellen.

Hynes sottolinea che “esiste la possibilità che emerga l’intenzione di rinviare un ennesimo rialzo dei tassi, elemento che potrebbe sostenere ulteriormente le quotazioni dell’oro”.

Lo scorso venerdì le quotazioni sono salite al record in una settimana, sulla scia del calo del dollaro, balzando fino a $1.260.

Sotto, un altro grafico che “fotografa” il flash crash di oggi. In appena un minuto sono state coinvolte ben 1,8 milioni di once di oro; una situazione che non si era presentata neanche con la vittoria a sorpresa di Donald Trump alle presidenziali Usa o il giorno successivo al referendum sulla Brexit del 23 giugno 2016.

Così David Govett, responsabile del trading sui metalli preziosi presso il Marex Spectron Group, a Londra, nel commentare a Bloomberg il balzo dei volumi:

“Nessuno ha idea di quello che sia accaduto, a parte il dubbio che qualcuno abbia premuto il bottone sbagliato”.

Altri trader hanno affermato che probabilmente un trader ha immesso un ordine decisamente superiore a quello che era nelle sue intenzioni o ha sottovalutato, forse, la capacità del mercato di assorbire una tale quantità di oro.