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Fitch promuove Governo Monti, può essere una sorpresa positiva per mercati

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Riconquistare la fiducia degli investitori, spezzando la spirale negativa dei mercati con spread a livelli più sostenibili. E’ questa la priorità del nuovo Governo Monti secondo gli analisti di Fitch. “Il Governo tecnocratico guidato da Mario Monti dovrà dare prova di credibilità nel perseguire riforme fiscali e strutturali e così potrebbe rimanere in carica fino alla scadenza della legislatura, prevista nell’aprile 2013”.
Il nuovo esecutivo, rimarcano da Fitch nella nota diffusa oggi, può sorprendere positivamente gli investitori e il mercato, con un ambizioso e radicale piano di riforme fiscali e strutturali. “L’Italia potrebbe così interrompere la spirale negativa dei mercati e far abbassare gli spread verso livelli più sostenibili”, sostiene l’agenzia statunitense.
Nel breve termine la prima grande sfida a cui sarà chiamato Monti e la sua squadra di Governo, presentata ufficialmente ieri, sarà quello di garantirsi “un sostegno parlamentare e dell’opinione pubblica per attuare un radicale programma di riforme prima della fine dell’anno”.
 
Il tempo stringe purtroppo. “L’Italia è probabilmente già in recessione e la debolezza del ciclo economico nella Zona euro rende il compito del nuovo esecutivo più difficile”, rimarcano gli esperti aggiungendo che “bisognerà convincere gli investitori che le riforme saranno effettivamente implementate e favoriranno la crescita economica nel medio termine sarà difficile”. In questa direzione il governo dovrebbe dunque concentrasi su nuove manovre correttive per far calare il debito a partire dal 2012 e rendere di conseguenza più credibile il pareggio nel 2013.
 
Lo scorso 7 ottobre la scure di Fitch è calata sull’Italia. L’agenzia Usa ha infatti assegnato al debito pubblico dell’Italia un rating di ‘A+’ dal precedente ‘AA-‘, con outlook negativo. Un downgrade che riflette  il peggioramento del quadro  finanziario ed economico alla luce dell’inasprirsi della crisi nel Vecchio continente. “Nel caso in cui il Governo dovesse perdere l’accesso ai mercati, che non è tuttavia il nostro scenario di base, il rating potrebbe essere rivisto nuovamente al ribasso, probabilmente al livello più basso della categoria investment grade”, proseguono nel documento gli analisti. Nel 2012 scadranno 193 miliardi di titoli di stato a medio termine. L’imperativo è uno solo dunque: l’Italia deve conservare l’accesso ai mercati dei capitali.