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Fitch guasta la festa di Obama: il rieletto presidente eviti il fiscal cliff o niente tripla A

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Svanisce l’ottimismo sui mercati dopo le elezioni americane che hanno re-incoronato Barack Obama presidente degli Stati Uniti. Dopo un’iniziale fiammata positiva, la cautela è subentrata tra gli investitori, per almeno due ragioni: la prima, il fatto che il Congresso sia diviso tra repubblicani e democratici. La seconda, l’avvertimento di Fitch Ratings: se non si raggiungerà un accordo per evitare il fiscal cliff, il declassamento degli Usa sarà inevitabile.
Con un Senato in mano democratica e una camera bassa controllata dai repubblicani, sarà difficile per Barack Obama approvare rapidamente accordi su qualunque tema. A  maggior ragione su quel tema che da mesi è lo spauracchio dei mercati: il fiscal cliff, ovvero il precipizio in cui gli Usa rischiano di cadere qualora, in assenza di diversi accordi, dal 1 gennaio 2013 terminassero i bonus fiscali di Bush prorogati dal primo governo Obama, e scattassero i tagli alla spesa pubblica automatici accompagnati dall’aumento delle tasse di circa 600 miliardi di dollari. Un mix che renderebbe molto difficoltosa la ripresa americana e porrebbe una pesante zavorra sull’economia mondiale.

Ad aggiungere ulteriore tensione è stata nella tarda mattinata una nota di Fitch Ratings. Mentre i vertici mondiali erano impegnati a porgere i loro complimenti al neo-rieletto presidente per il risultato politico raggiunto, l’agenzia di rating implacabile ha lanciato il suo avvertimento: non pensi, Obama, di prendersi una “luna di miele” fiscale dopo le fatiche elettorali.”Dopo le elezioni di martedì” si legge nella nota, “Obama dovrà assicurare in tempi brevi un accordo per evitare il fiscal cliff e innalzare il tetto per il debito (cosa che Fitch non si attende. Attualmente il tetto è a 16,4 mila miliardi). La sfida per il Presidente è di porre in essere un piano di riduzione del deficit credibile (almeno l’1,5% del Pil nel 2013), necessario a sostenere la ripresa economica e la fiducia nell’affidabilità e nel credito degli Stati Uniti. Queste scelte condurranno probabilmente al mantenimento del nostro giudizio tripla A da parte degli Stati Uniti. Come conseguenza dell’outlook negativo sul rating (posto lo scorso 28 novembre 2011), un fallimento nella politica fiscale porterebbe ad un downgrade nel 2013“. Secondo la valutazione dell’agenzia, nel caso di un mancato accordo il danno all’occupazione sarebbe un’impennata di oltre il 10% della quota di senza lavoro nel 2013.
 
Dopo l’avvertimento di Fitch hanno virato in negativo i futures americani che ora, a un’ora dall’apertura, segnano ribassi vicini al punto percentuale. Male anche le Borse europee, con Parigi e Francoforte allineate su un calo di circa lo 0,7% e l’Ibex spagnolo che cede oltre un punto percentuale. -1,16 anche per il Ftse Mib di Piazza Affari.
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