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Fitch alza stime Pil globale. L’outlook 2017-2018 su inflazione, tassi, forex e petrolio

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Fitch ha reso noto di aver rivisto al rialzo le stime sulla crescita dell’economia globale del prossimo anno. Per il 2018, l’agenzia di rating prevede ora un’accelerazione del Pil mondiale del 3,1%, rispetto al +3% delle stime precedenti. Per il 2017, l’outlook è di una crescita del 2,9%, in aumento rispetto al +2,5% del 2016.

Nella nota pubblicata oggi “Global Economic Update”, l’agenzia scrive che la ripresa dell’economia globale rimane confermata, con i dati deludenti relativi al Pil Usa del primo trimestre che sono stati compensati dai numeri migliori delle attese in Cina e dalla crescita sostenuta in Eurozona e Giappone

Riferendosi alla debolezza del Pil Usa sofferta nel primo trimestre, Brian Coulton, responsabile economista di Fitch, ha sottolineato che il rallentamento si spiega con la componente dei “consumi” e con la presenza di fattori temporanei. In generale, i consumi dovrebbero segnare una ripresa a partire dal secondo trimestre del 2017, grazie ad alcuni trend come “il calo della disoccupazione”, il “miglioramento della fiducia dei consumatori e la prospettiva di tagli alle tasse sui redditi”. 

“In Cina -prosegue la nota – l’impatto delle precedenti misure di stimolo sull’attività (economica) si è mostrato più potente rispetto a quanto anticipato e l’indebolimento del mercato immobiliare ha impiegato più tempo delle attese per materializzarsi”. 

Riguardo all’Eurozona, la ripresa continua, con “l’area che sta assistendo al suo ottavo trimestre consecutivo di crescita costante, a un ritmo annuale dell’1,5%-2%. L’aumento nell’erogazione del credito al settore privato e il rafforzamento dei mercati immobiliari suggeriscono che le politiche monetarie accomodanti stanno dando i loro risultati nell’Eurozona, dove hanno aiutato anche alcune politiche fiscali mediamente espansive adottate dal 2015 e la solida crescita dell’occupazione”.

Fitch ha reso noto che, per il 2017, le stime sul Pil Usa sono state riviste lievemente al ribasso, ma anche in questo caso l’outlook a livello globale è stato compensato dal miglioramento delle previsioni per la Cina e anche per il Giappone.  Il taglio delle stime sulla crescita dell’economia americana è stato di 0,2 punti percentuali, così come di 0,2 punti percentuali è stata la revisione al rialzo del Pil di Cina e Giappone. 

Riassumendo, facendo riferimento alla tabella contenuta nell’aggiornamento dell’outlook economico globale di Fitch emerge che per gli Stati Uniti, le attese sono di un rialzo del Pil del 2,1% nel 2017 e del 2,6% nel 2018; per l’Eurozona, dell’1,7% nel 2017 e dell’1,6% nel 2018; per la Cina del 6,5% nel 2017 e del 5,9% per il 2018.

Per il Giappone stimato un rialzo del Pil dell’1,2% nel 2017 e dell’1,1% nel 2018; per il Regno Unito dell’1,5% per il 2017 e dell’1,3% nel 2018.

In generale, per i mercati avanzati, Pil atteso in crescita dell’1,8% per il 2017 e del 2% per il 2018; per gli emergenti del 4,7% nel 2017 e del 4,9% nel 2018. Per il mondo intero, per l’appunto, del 2,9% nel 2017 e del 3,1% per il 2018.

Sull’inflazione: negli Usa crescita del 2,4% nel 2017 e del 2,5% nel 2018; in Eurozona dell’1,4% nel 2017 e dell’1,5% nel 2018; in Cina del 2,2% nel 2017 e del 2,5% nel 2018; in Giappone dello 0,7% nel 2017 e dell’1,1% nel 2018. Nel Regno Unito del 2,8% nel 2017 e del 2,6% nel 2018.

Riguardo ai tassi di interesse le previsioni sono: dell’1,50% nel 2017 e del 2,50% nel 2018 per gli Usa; per l’Eurozona Fitch prevede tassi ancora a zero sia nel 2017 che nel 2018; per la Cina tassi al 4,35% per entrambi gli anni, come nel 2016; per il Giappone tassi a -0,10% per entrambi gli anni, come nel 2016. Per il Regno Unito tassi allo 0,25% nel 2017 e allo 0,75% nel 2018.

I rendimenti sui Treasuries a 10 anni sono attesi in crescita dal 2,56% del 2016 al 2,80% per quest’anno e al 3,10% per l’anno prossimo.

Il rapporto di cambio dollaro-yen è previsto a JPY 113 nel 2017 e nel 2018; i prezzi del petrolio scambiati sul WTI sono stimati a $52,5 nel 2017 e a $55 nel 2018; il rapporto dollaro-euro a 0,95 per entrambi gli anni, come nell’outlook per il 2016.

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