1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Italia ›› 

Fisco: nuovo redditometro a prova di privacy, non verranno utilizzate le medie Istat

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN
Il nuovo redditometro 2014 accende i motori. Dopo una lunga gestazione il nuovo redditometro è pronto a partire senza l’utilizzo delle discusse medie Istat. L’Agenzia delle Entrate ha infatti recepito le indicazioni arrivate dal Garante della privacy e non utilizzerà nel nuovo accertamento sintetico, né in fase di selezione, né in sede di contraddittorio, le spese correnti determinate solo con la media Istat (ad esempio alimentari e bevande, abbigliamento e calzature, alberghi e viaggi organizzati). 

Dall’Agenzia delle Entrate è poi arrivata l’indicazione che per il nucleo familiare si farà riferimento ai dati del Comune, mentre il cosiddetto “fitto figurativo”, attribuito a coloro per i quali non si conosce la disponibilità di un’abitazione nel comune di residenza,  sarà utilizzato solo in fase di contraddittorio. 

I quattro cardini del nuovo redditometro 
Il nuovo redditometro, a prova di privacy, per ricostruire sinteticamente il reddito del contribuente, terrà quindi conto di quattro fattori:  
– spese certe 
– spese per elementi certi 
– quota di incremento patrimoniale imputabile al periodo d’imposta 
– quota di risparmio formatasi nell’anno.
Niente spese medie Istat 
Le indicazioni operative contenute nella circolare n. 6/E dell’Agenzia delle Entrate tiene quindi conto nel nuovo accertamento sintetico del parere del Garante della Privacy del 21 novembre 2013. Il Garante per la privacy aveva dato un via libera “condizionato” al redditometro rimarcando soprattutto che i dati delle spese medie Istat non possono essere utilizzati per determinare l’ammontare di spese frazionate e ricorrenti per le quali il fisco non ha evidenze certe. Tali dati infatti, riferibili allo standard di consumo medio familiare, non possono essere ricondotti correttamente ad alcun individuo, se non con notevoli margini di errore in eccesso o in difetto.

Spese correnti fuori anche dal contraddittorio 
Le spese per beni e servizi di uso corrente determinate con esclusivo riferimento alla media Istat della tipologia di nucleo familiare e area geografica di appartenenza restano fuori anche dal contraddittorio con il contribuente, oltre che dalla fase di selezione. Solo nel caso in cui gli importi corrisposti per tali spese dovessero essere individuati puntualmente dall’Ufficio potranno essere oggetto di contraddittorio e concorrere quindi alla ricostruzione sintetica del reddito. 

Faro su nucleo familiare effettivo  
Per evitare che vengano selezionati contribuenti per i quali emerge uno scostamento individuale che potrebbe invece trovare giustificazione nel reddito complessivo dichiarato dalla famiglia, l’Ufficio delle Entrate accende un faro sulla reale situazione del nucleo familiare prima ancora di inviare l’invito al contraddittorio grazie al collegamento telematico con l’anagrafe comunale. Viene in questo modo risolto il problema del disallineamento tra “Famiglia fiscale” (costituita da contribuente e coniuge oltre che dai figli e/o dagli altri familiari fiscalmente a carico) e “Famiglia anagrafica” (comprendente anche figli maggiorenni e altri familiari conviventi, nonché i conviventi di fatto, non fiscalmente a carico). 

Il fitto figurativo oggetto del contraddittorio
Il “fitto figurativo”, ovvero la spesa attribuita al contribuente che non risulta, nel comune di residenza, in possesso di un immobile a titolo di proprietà o altro diritto reale, di locazione o di leasing immobiliare, oppure a uso gratuito, non viene preso in considerazione nella fase di selezione. Sarà il contribuente, in sede di contraddittorio, a illustrare la sua condizione abitativa per cui l’Agenzia sostituirà la spesa per “fitto figurativo” con le “spese per elementi certi” connesse alle caratteristiche dell’immobile di cui dispone.