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Fisco: domani Tax Day di fine anno. Tra Iva, Imu e Tasi salasso da 44 mld

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Ancora 24 ore di tempo per i contribuenti chiamati all’ultimo round dell’anno con il fisco. Il 16 dicembre si conferma una scadenza fiscale delicata con quest’anno l’aggravio della Tasi che va ad aggiungersi a Imu su seconde case, Tari, versamento dell’Iva e ritenute Irpef dei lavoratori dipendenti. Ammonta a ben ben 44 miliardi di euro, secondo i calcoli dell’Ufficio studi della CGIA di Mestre,l’esborso totale da saldare entro la giornata di domani. Nel 2014 la pressione fiscale in Italia è prevista al 43,3 per cento. Un livello tra i più elevati d’Europa. Ma la Cgia rimarca come la pressione fiscale reale, che si misura togliendo dal Pil nominale il “peso” dell’economia sommersa, si colloca al 49,5 per cento: oltre 6 punti percentuali in più del dato ufficiale. 
 
Versamento Iva al primo posto con 16 mld, seguono Irpef e Imu 
Il versamento dell’Iva garantirà l’importo più cospicuo, pari a 16 miliardi di euro; dalle ritenute Irpef dei lavoratori dipendenti l’Erario incasserà altri 12 miliardi, mentre l’ultima rata dell’Imu, che in grandissima parte affluirà nelle casse dei Sindaci, costerà agli italiani ben 10,6 miliardi di euro. 
 
Cifre più modeste da Tasi e Tari 
La Tasi, nuova tassa sulle prime case presente per la prima volta quest’anno, consentirà ai Comuni di incassare 2,3 miliardi. Dalla Tari, il nuovo tributo sull’asporto rifiuti, l’ultima rata di quest’anno assicurerà un gettito di quasi 1,9 miliardi, mentre dal versamento dell’Irpef dei lavoratori autonomi arriverà 1 miliardo. Infine, dall’imposta sostitutiva sulla rivalutazione del Tfr e dalle ritenute sui bonifici per le detrazioni Irpef, l’Erario incasserà rispettivamente 231 e 72 milioni di euro.
“Una pioggia di scadenze – segnala il segretario della CGIA, Giuseppe Bortolussi – che potrebbe mettere in seria difficoltà molte famiglie e altrettante piccole imprese a causa della cronica mancanza di liquidità. Un periodo, quello di fine d’anno, molto delicato soprattutto per le aziende: oltre all’impegno con il fisco, in questi giorni devono corrispondere anche le tredicesime ai propri dipendenti. E con il perdurare della crisi, questo impegno economico rischia di diventare  per molti imprenditori un vero e proprio stress test”.
 
Boom della tassazione su seconde case: aumenti fino al +236% rispetto al 2011 
Il carico fiscale legato alla casa è quello che negli ultimi 3 anni ha evidenziato un vero e proprio boom, in particolare quella sulle seconde case. La Cgia di Mestre rimarca come a seguito dell’introduzione dell’Imu e successivamente della Tasi, tra il 2011 (ultimo anno della vecchia ICI) e il 2014 la tassazione sugli immobili diversi dall’abitazione principale ha registrato aumenti pari al 236% sulle seconde case locate a canone concordato; +150% sulle seconde case locate a canone libero; +144 % sugli uffici e gli studi privati; +140% su negozi e botteghe; +115% sulle seconde case sfitte; +108% sui laboratori artigianali; +96% su alberghi, pensioni e capannoni commerciali; +95% su Opifici, capannoni artigianali/industriali e fabbriche.