Fisco: Befera, evasione da 130 miliardi incompatibile con la democrazia

Inviato da Flavia Scarano il Mar, 10/12/2013 - 11:41

"C'è bisogno di dire una parola forte e certa, di affermare che l'elusione e l'evasione fiscale non sono compatibili con la nostra economia e con nessun sistema veramente democratico". Così Attilio Befera, direttore dell'Agenzia delle Entrate, commenta i circa 130 miliardi di euro stimati dalla Corte dei Conti di tasse evase. "Visto l'ordine di grandezza - ha proseguito Befera - il rafforzamento della lotta contro la frode fiscale e l'evasione fiscale è non solo una questione di entrate, ma anche di equità sociale". Befera ha parlato in occasione del convegno 'La legalità fiscale italiana: asimmetrie e convergenze con l'Europa'.

"L'evasione fiscale ha effetti distorsivi sulla locazione delle risorse e interferisce con il corretto funzionamento della concorrenza nel mercato". Così il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, nel saluto inviato al convegno presso la sede dell'Agenzia delle Entrate. "L'evasione - ha proseguito Saccomanni - riduce la possibilità di conseguire attraverso il sistema tributario obiettivi di equità orizzontale e verticale". E' necessario però rendere più "efficiente l'azione amministrativa di accertamento dei tributi al tempo stesso evitando di trasformare il sistema fiscale in un ostacolo per la crescita dell'economia nazionale". L'evasione, a detta di Saccomanni, "è sinergica alla corruzione, all'illegalità e alla criminalità organizzata, che pregiudicano il buon funzionamento dell'economia, impediscono il riscatto sociale delle nuove generazioni e compromettono le prospettive di sviluppo delle fasce più svantaggiate".

"Potenziare i sistemi di tracciabilità dei pagamenti, favorendo una corrispondente riduzione dei relativi oneri bancari, incentivare l'utilizzo della moneta elettronica, favorire il crescente utilizzo della fatturazione elettronica sono tra gli elementi che potrebbero contribuire alla lotta all'evasione fiscale", ha aggiunto il numero uno di via XX settembre, spiegando che l'intento della delega fiscale all'esame del Senato, già approvata dalla Camera, è essenziale per rendere più efficace gli accertamenti senza ostacolare la crescita economica.

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