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Fiori d’arancio a settembre per la Popolare di Milano e Unipol

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Profuma di fiori d’arancio questo settembre per la Banca Popolare di Milano. Dopo il matrimonio saltato sull’altare con la Popolare dell’Emilia Romagna l’istituto di credito milanese ci riprova, sperando in un finale diverso. Secondo indiscrezioni di stampa riportate da Economy il comitato esecutivo della Bpm dovrebbe affidare oggi a Lehman Brothes il compito di advisor per esplorare eventuali opportunità di fusione. In realtà i giochi sarebbero già chiusi. Esattamente il prossimo 11 settembre la situazione dovrebbe infatti sbloccarsi, scrive il settimanale: quel giorno dovrebbero infatti riunirsi il cda di Bpm e congiuntamente quello di Unipol per dare via libera alle nozze tra la banca di Piazza Meda e Unipol Banca, la controllata creditizia del colosso cooperativo delle polizze. L’operazione avrebbe ottenuto già il via libera della potente Associazione degli amici di Bpm e anche di Banca d’Italia, che non ha fatto alcun rilievo. Secondo alcuni analisti contattati da Finanza.com l’opzione Unipol appare “la più realistica tra le poche a disposizione di Bpm, anche per l’apparente gradimento dei sindacati”. Anche se per alcuni esperti è in dubbio che un simile deal con Unipol possa creare valore per gli azionisti della banca meneghina.