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Fiorani parla e qualcuno comincia a tremare

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E’ stato interrrogato nel carcere di San Vittore, nel corso del fine settimana, Gianpiero Fiorani, ex amministratore delegato della Banca Popolare di Lodi (ora Bpi). Per dieci ore, domenica, i pm hanno incalzato colui che, da martedì scorso, è chiuso in carcere con l’accusa di essere il capo di un'”associazione per delinquere” in gran parte “ancora intatta”. Durante l’interrogatorio sono stati fatti sicuramente “nuovi nomi eccellenti”, quattro o cinque personaggi, anche “politici”, che Fiorani ha indicato quali “sponsor” delle grandi scalate effettuate dal 1996 dalla Banca Popolare di Lodi che ne hanno decretato la vorticosa ascesa ma anche gravi conseguenze sui conti. In questo quadro si è dipinto come partecipe o talvolta esecutore di una più ampia strategia di “difesa dell’italianità delle banche”, condivisa da tutti gli sponsor e in primis dal governatore di Bankitalia Antonio Fazio.