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Finmeccanica sorvegliata speciale a Piazza Affari, i libici entrano con una quota del 2%

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Finmeccanica rintraccia in Borsa dopo il forte rialzo messo a segno nell’ultima seduta della scorsa settimana. Il titolo del colosso pubblico lascia sul parterre l’1,23% a 9,67 euro. Venerdì scorso l’azione aveva beneficiato dei dati previsionali sul 2010 esaminati dal Consiglio di amministrazione. Il flusso di cassa operativo dovrebbe attestarsi tra i 410 e i 450 milioni di euro, una forchetta superiore a quella indicata in precedenza (200-300 milioni) che avrà “effetti positivi sul livello dell’indebitamento netto finanziario di fine esercizio”. Gli ordini acquisiti si attesteranno tra i 22 e i 22,5 miliardi di euro, una cifra superiore al consensus degli analisti che scommette su 21 miliardi di euro.
 
Per avere un quadro più preciso bisognerà però attendere il prossimo 2 marzo, quando Finmeccanica diffonderà i conti definitivi relativi allo scorso anno. Ma la notizia che ha fatto più rumore è arrivata sempre venerdì a mercati chiusi. La Lybian Investment Authority (Lia), il fondo di investimento pubblico della Libia, ha fatto il suo ingresso nel capitale del gruppo della Difesa con una quota del 2,01%. Un altro segnale del forte interessamento del Paese di Muammar Gheddafi verso l’Italia, dove è già il primo azionista di Unicredit, vanta una quota in Eni e possiede il 7% della Juventus. Se la Lia volesse salire oltre il 3% di Finmeccanica dovrebbe però ottenere il via libera da parte del Governo italiano.
 
I rapporti tra Finmeccanica e la Libia hanno preso piede negli ultimi due anni. Nel 2007 Agusta Westland, controllata della società guidata da Pier Francesco Guarguaglini, ha venduto al Paese africano elicotteri Aw 109 e Awv 11. Inoltre Ansaldo Sts (gruppo Finmeccanica) si è aggiudicata una commessa da 540 milioni di euro per lo sviluppo della segnaletica sulla rete ferroviaria libica.