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Finmeccanica smentisce le voci di aumento di capitale, il titolo tenta il recupero

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Finmeccanica ribadisce che non c’è allo studio alcuna operazione sul capitale“. Non si è fatta attendere la reazione da parte del gruppo della Difesa alle ultime indiscrezioni apparse su Il Mondo secondo cui l’amministratore delegato del gruppo di piazza Monte Grappa, Alessandro Pansa, starebbe studiando una cura shock per l’azienda che prevedrebbe un aumento di capitale da 1-1,5 miliardi di euro con un possibile sostegno che potrebbe arrivare da Cassa Depositi e Prestiti. L’obiettivo sarebbe quello di riportare l’azienda al livello di investment grade da parte delle agenzie di rating dopo la bocciatura giunta da Fitch. La smentita ha un impatto parzialmente positivo sul titolo a Piazza Affari. L’azione, dopo un iniziale calo  di oltre il 3,50%, al momento segna un ribasso del 2,25% a 3,82 euro.

Le alternative alla ricapitalizzazione, scrive sempre Il Mondo,  sarebbero rappresentate dalla vendita di una quota almeno del 40% della controllata americana Drs e la quotazione del 30-40% di AgustaWestland, anche se, per lo stesso settimanale economico, non ci sarebbe un vasto consenso sulle due operazioni. Per questo al vaglio di Pansa ci sarebbe anche la valorizzazione del patrimonio immobiliare, ipotesi già circolata in passato, ma anche la costruzione di un polo del trasporto ferroviario e dell’energia con la collaborazione di partner industriali che potrebbero anche diventare azionisti; per Ansaldo Energia si tornerebbe al 100%, riacquistando il 45% dal fondo Usa First Reserve, per i trasporti verrebbero coinvolti sia Ansaldo STS che Ansaldo Breda, escludendo da quest’ultima gli asset critici tramite una bad company.

“Allo stato attuale risulta difficile intuire cosa possa succedere, ma di sicuro dopo l’ultimo recente downgrade a junk i tempi per una decisione si sono accorciati“. Commenta così Equita le indiscrezioni, confermando il giudizio sul gruppo a hold e il target price a 4,4 euro. “La stessa fonte non esclude una revisione del write-off di Alenia Aeronautica effettuato nel 2011; lo storno di quanto accantonato avrebbe comunque impatto solamente contabile”.

Sul tema cessione è tornato a farsi sentire nei giorni scorsi il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato. Il responsabile del dicastero di via Veneto ha ribadito la sua contrarierà all’argomento, affermando che la presenza di Finmeccanica negli asset civili va tutelata e valorizzata. Rispondendo poi a una domanda su sviluppi della partecipazione dell’azienda in Avio Spazio, il ministro ha sottolineato l’importanza che la società resti in Italia e che in generale le cessioni di asset civili da parte del gruppo non sono opportune.

Dal fronte conti, prevista in uscita nel primo pomeriggio. La Sim milanese ha stimato un utile netto nel secondo trimestre a 20 milioni di euro, ricavi a 322 milioni e un risultato operativo a 31 milioni. L’order intake è atteso a 280 milioni di euro.