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Finmeccanica: Moretti punterebbe a vendere l’americana Drs. E Piazza Affari approva

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Finmeccanica festeggia a Piazza Affari la circolazione di nuove indiscrezioni di stampa che la vedono protagonista. Secondo quanto scrive il Corriere della Sera, il neo amministratore delegato della società, Mauro Moretti, avrebbe intenzione di mettere sul mercato l’americana Drs Technologies acquistata nel 2008 dall’ex numero uno di Finmeccanica, Pierfrancesco Guarguaglini, per 5,2 miliardi di dollari (3,4 miliardi di euro). Il quotidiano nazionale ha fatto notare come gran parte delle commesse della società abbia come committente il Pentagono che non gradisce intromissioni d’imprese di altri Paesi. Per questo, prosegue il Corriere, il sistema americano ha fatto blocco ostacolando nei fatti l’integrazione di Drs in Finmeccanica che alla fine ha dovuto concedere totale indipendenza alla controllata. Il titolo intanto sul Ftse Mib segna un progresso del 2,19% a 6,515 euro.

Per gli analisti di Banca Akros, che confermano il giudizio buy su Finmeccanica e il target price a 8,25 euro, la notizia è positiva in quanto dimostra come il nuovo management sia molto pragmatico: Drs, rimarcano gli esperti, non è mai stata veramente parte dell’azienda italiana. Inoltre la vendite della società Usa potrebbe escludere qualsiasi speculazione circa un possibile aumento di capitale.

L’acquisto di Drs, spiega il broker, ha aumentato l’esposizione debitoria di Finmeccanica, nonostante una ricapitalizzazione da 1,2 miliardi di euro e non ha mai dato i benefici attesi anche a fronte del pesante impatto del sequestro degli ordini e il conseguente calo dei ricavi collegati: nel 2009 Drs ha raccolto nuovi ordinativi per 5,8 miliardi di dollari e riportato un fatturato di 5,5 miliardi di dollari mentre nel 2013 i nuovi ordini sono ammontati a 2 miliardi con ricavi a 2,2 miliardi (con un Cagr rispettivamente del -19% e del -16%). “Stimiamo che Drs possa riportare un fatturato di circa 2 miliardi di dollari nel 2014 con un Ebita intorno ai 170 milioni di dollari (pari a circa 120 milioni di euro), all’8,4% del fatturato. Se valutiamo Drs sulla base del multiplo enterprise value/Ebit 2014 di Raytheon o Thales rispettivamente a 9,1 e 8,3 volte, si arriva a una valutazione di 1,1-1 miliardi di euro (1,75-1,90 euro per ciascuna azione Finmeccanica)”.

Banca Akros evidenzia come anche il vecchio management abbia provato a vendere Drs qualche anno fa ma è risultato incapace di raggiungere un accordo. Inoltre il presidente Gianni De Gennaro, fanno notare gli esperti, ha eccellenti rapporti con l’ambiente politico/militare a stelle e strisce e questo, a loro dire, potrebbe facilitare il raggiungimento di un’intesa soddisfacente con alcuni player statunitensi.

Gli analisti di Equita da parte loro sono convinti che sebbene tale mossa riduca la diversificazione geografica e significhi uscire da un business con redditività superiore alla media (nel 2013 Ebita adjusted 8,8% vs 5,9%), possa essere una notizia positiva per il rafforzamento della struttura finanziaria. Inoltre l’operazione significherebbe l’uscita da un business di fatto non integrato nel gruppo. “Assumendo che venga venduta a 7-8 volte l’Ebita adjusted, la valutazione potrebbe arrivare a 1,3-1,5 miliardi di euro, ma molto dipende da chi sia il potenziale compratore (riteniamo più probabile un’azienda Usa)”. Così la Sim milanese che mantiene il giudizio su Finmeccanica hold con prezzo obiettivo a 6,9 euro.