Finmeccanica: festeggia a Piazza Affari il ritorno in utile nel 2013. Pansa, rimane problema AnsaldoBreda

Inviato da Flavia Scarano il Gio, 20/03/2014 - 10:44
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Brilla Finmeccanica a Piazza Affari insieme ad Ansaldo STS all'indomani dei conti 2013 che hanno certificato il ritorno all'utile dell'azienda di Piazza Monte Grappa. I titoli sul Ftse Mib segnano rispettivamente un progresso del 2,69% a 7,24 euro e dell'1,51% a 8,35 euro. Il contesto è duro ma Finmeccanica ha raggiunto un reale processo di ristrutturazione. Così Alessandro Pansa, amministratore delegato del gruppo della Difesa durante la conference call sui risultati 2013 con gli analisti. Quello che il gruppo ha fatto negli ultimi nove mesi ha portato significativi benefici nei settori Difesa, Aeronautica ed Elicotteri, ha fatto notare Pansa che però avverte: "C'è un problema, un nome che ci sta dando problemi e si chiama AnsaldoBreda". Il top manager è certo di una cosa: il core business di Finmeccanica non può essere messo a rischio dalle perdite della controllata con sede a Pistoia. "Non sto dicendo che stiamo facendo qualcosa di socialmente inaccettabile, ma non perderemo alcuna opportunità per preservare Finmeccanica dal costo delle perdite di AnsaldoBreda", ha spiegato Pansa. Pessimista anche il direttore finanziario del gruppo, Gian Piero Cutillo, che prevede un impatto finanziario negativo della partecipata anche nel 2014.

Dopo le significative perdite dell'ultimo biennio, l'esercizio 2013 di Finmeccanica si è chiuso con un risultato netto positivo per 74 milioni di euro (-792 milioni nel 2012). Segno meno per l'Ebita, passato da 1.006 a 949 milioni "a causa del peggiore andamento di AnsaldoBreda e al persistere di difficoltà in alcune aree di Selex ES". In riduzione anche il fatturato, sceso da 16,5 a 16 miliardi di euro "per effetto della contrazione dei budget della Difesa sia in Europa che negli Usa". Bene invece gli ordini, saliti da 15,9 a 17,6 miliardi di euro che hanno portato il portafoglio a 42,7 miliardi (da 44,9). L'indebitamento di gruppo si è attestato a 3.316 milioni di euro, dai 3.382 milioni di euro di fine 2012.

Per quanto riguarda l'outlook per il 2014, la società si attende ricavi tra i 13 e i 13,5 miliardi di euro, un Ebita tra i 930 e i 980 milioni e un operating cash flow (Focf) visto fra negativo per 100 milioni e lo zero (da -220 milioni). Le previsioni attinenti solamente al core business del settore aerospazio e difesa vedono nel 2014 ricavi a 11-11,5 miliardi, un Ebita a 970-1.030 milioni, un Focf a 250-300 milioni.
 

Nel frattempo in una nota il ministero dell'Economia e delle Finanze (Mef) e il ministero dello Sviluppo economico (Mise) hanno fatto sapere di condividere il piano strategico approvato dal Cda di Finmeccanica che "prevede la concentrazione del gruppo nel settore dell'Aerospazio, Difesa e Sicurezza il quale, per sua natura, richiede significativi investimenti in Ricerca & Sviluppo, con ricadute tecnologiche, produttive ed occupazionali di elevato profilo per il Paese e per il suo ruolo a livello europeo ed internazionale".

"In questo quadro, il deconsolidamento delle attività nei trasporti deciso da Finmeccanica rappresenta un elemento essenziale per il successo di tale piano e inoltre costituisce una opportunità per aprire prospettive di sviluppo del comparto trasporti che facciano perno sul mantenimento sul territorio nazionale di centri di eccellenza e di importanti competenze" recita il comunicato. "Pertanto, i ministri seguono con grande attenzione la conclusione da parte di Finmeccanica di un accordo di partnership con un operatore internazionale che assicuri radicamento nel territorio e valorizzazione globale delle aziende del settore trasporti". Le decisioni del Cda di Finmeccanica e le valutazioni del Governo sono state comunicate ieri alle Organizzazioni Sindacali nel corso di un incontro a cui ha preso parte il vice ministro allo Sviluppo Economico, Claudio De Vincenti.

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