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Finmatica, Poli risolve il rebus del bond da 100 milioni

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Si stringono i tempi per la ristrutturazione del debito Finmatica, che il 29 giugno dovrà portare il nuovo progetto di bilancio 2003 all’attenzione dei soci riuniti in assemblea. La bocciatura dei conti già operata da PriceWaterhouse, giustificata secondo i revisori dalla “rilevanza degli effetti connessi alle incertezze dovute alla situazione di tensione finanziaria” ancora pesa, ma potrebbe trasformarsi in una promozione in “zona Cesarini” se si trovasse una soluzione per il bond da 100 milioni di euro emesso da Finmatica international finance bv, che scadrà il 16 giugno 2005. Secondo quanto risulta a Spystocks.com gli attori coinvolti nella ristrutturazione sarebbero vicini ad una svolta, e sarebbe prossima l’adunata in assemblea degli obbligazionisti, chiamati a deliberare sul piano di allungamento del rimborso messo a punto dal super consulente Roberto Poli. Che sarebbe riuscito a parcheggiare presso una fiduciaria il pacchetto di bond utile per approvare il riscadenziamento. Un risultato, questo, del quale sarebbe stato messo al corrente Gaetano Micciché, responsabile della neonata divisione corporate di banca Intesa, l’istituto maggiormente esposto con la software house di Pierluigi Crudele. Se queste prime indiscrezioni fossero confermate i lacci che frenano il piano di ristrutturazione di Finmatica potrebbero essere sciolti e le banche dovrebbero ottemperare alle richieste del neo amministratore Massimo Brunelli. Ovvero la conferma delle attuali linee di credito alle quali si aggiungerebbe nuova liquidità per 21 milioni di euro.
L’ipotesi messa in piedi da Poli, che tiene conto delle prevedibili evoluzioni dei flussi di cassa, prevede il rimborso dei bond per 15 milioni di euro a maggio 2005, 25 milioni a maggio 2006, 30 milioni a maggio 2007 e altri 30 milioni a maggio 2008. Un piano che prevede sacrifici per i possessori, ma che sembra l’unica alternativa praticabile al momento per evitare lo stato d’insolvenza nel 2005, un evento dagli effetti decisamente meno controllabili e in assoluto negativo per tutte le categorie di debitori, azionisti compresi.