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Fine della corsa per Sirti, ma l’impostazione rimane buona

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Su Sirti si fanno largo le prese di beneficio. Il titolo della società di telecomunicazioni lascia sul terreno l’1,42% passando di mano a 1,87 euro dopo essere arrivata a toccare 1,905 euro. A ridosso della media giornaliera i volumi: in una giornata piatta sono infatti già passati di mano 137mila pezzi contro una media giornaliera delle ultime trenta sedute di 140mila azioni. “E’ tutto nella norma. Non mi stupisce l’andamento di Sirti oggi”, dice un trader. “Il titolo sta tirando il fiato. Partita da 1,75 euro negli ultimi tre giorni l’azione ha dato vita a un bellissimo gap rialzista che l’ha portata a toccare 1,90 euro. Oggi si sta consolidando”. E dopo? “L’azione rimane ben impostata. Il primo target è posto a 1,95 euro. Ma non escludo, dato quello che Sirti è riuscita a fare in così breve tempo, un’ulteriore strappo verso l’alto. Sirti si sta muovendo sui livelli massimi degli ultimi due anni e il titolo potrebbe anche potersi sopra quota 2 euro, anche sfruttando la speculazione che in questi giorni non sembra proprio mancare”. E in effetti l’esperto vede bene: sono giorni che su Sirti si rincorrono voci. Il titolo è in odor di Opa da parte di un fondo chiuso, Clessidra di Claudio Sposito e della famiglia Bonomi. E il mercato fa le sue scommesse in attesa di sviluppi. Al momento all’interno dell’azionariato di Sirti figura Hilux Sa, che attraverso Wiretel e Wiretel 2 detiene rispettivamente il 49,719% e il 19,834% della società