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Fincantieri verso Ipo, sbarco a Piazza Affari possibile già a giugno

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Partirà con Fincantieri la campagna di privatizzazioni che quest’anno vedrà nelle intenzioni del governo anche la maxi-Ipo di Poste Italiane. Lo sbarco a Piazza Affari di Fincantieri, che risulta per il 99,36% controllata da  Fintecna che a sua volta controllata dal Tesoro attraverso Cassa Depositi e Prestiti (Cdp), è previsto già il prossimo mese con la richiesta alla Consob per l’autorizzazione della pubblicazione del prospetto informativo e a Borsa Italiana della domanda di ammissione alla quotazione che potrebbe materializzarsi già oggi.

La quotazione avverrà attraverso una contestuale ricapitalizzazione da 600 milioni di euro. Non sono ancora noti i dettagli del collocamento e l’entità della fetta di capitale che verrà messa sul mercato. L’ad di Fincantieri Giuseppe Bono, al timone del gruppo dal 2002, ha rimarcato che resta ferma l’intenzione di mantenere la maggioranza assoluta a controllo pubblico.

Da assemblea ok a Ipo e contestuale aumento di capitale
Ieri l’assemblea degli azionisti di Fincantieri ha approvato in sede ordinaria, il progetto di ammissione a quotazione delle azioni ordinarie della società sul Mercato Telematico Azionario (MTA) organizzato e gestito da Borsa Italiana. Inoltre, sempre in sede ordinaria, l’assemblea ha approvato il regolamento assembleare con efficacia subordinata all’inizio delle negoziazioni delle azioni della società sul MTA. L’assemblea ha, inoltre, deliberato, in sede straordinaria, un aumento del capitale sociale per un importo massimo fino a euro 600 milioni, in via scindibile ed a pagamento, con esclusione del diritto di opzione a servizio dell’offerta pubblica di sottoscrizione relativa all’operazione di quotazione delle azioni ordinarie della società, con efficacia subordinata al rilascio da parte di Borsa Italiana del provvedimento di ammissione delle azioni della società alle negoziazioni sul MTA.

Fincantieri ha chiuso il 2013, che include il consolidamento integrale di VARD Holdings Limited (di cui ha acquisito il controllo nel gennaio 2013 e attualmente detiene il 55,63% del capitale), con ricavi pari a 3,811 miliardi di euro dai 2,3 mld dell’anno precedente, un ebitda di 298 milioni di euro e un utile netto di 85 milioni. Nel corso del 2013 sono stati acquisiti ordini per euro 4.998 milioni, per un totale di 31 unità.