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Fincantieri, Bono: “In Borsa per crescere”

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Dopo Alitalia potrebbe finire sul mercato anche Fincantieri, ultimo pezzo di industria ancora a controllo statale, ma con risultati opposti a quelli della compagnia aerea. Il gruppo è leader nella costruzione delle navi da crociera con oltre il 45% del mercato mondiale, i conti sono in attivo e il debito a zero. Il nuovo progetto dell’amministratore delegato Giuseppe Bono, sarebbe quello di un piano di investimenti di 800 milioni di euro, che vedrebbe la quotazione in Borsa del titolo, con lo Stato che vedrebbe diminuito il proprio peso nel capitale sociale sotto la soglia del 40%. Ma il piano di Bono rischia di far scoppiare un caso politico. Le banche d’affari valutano Fincantieri tra uno e 1,3 miliardi di euro. Sul progetto di privatizzazione Bono è sicuro che “nasce dall’esigenza di investimento del gruppo per crescere e rimanere competitivi – aggiungendo che – dobbiamo investire 800 milioni entro cinque anni per migliorare i cantieri in Italia, potenziare la ricerca e fare acquisizioni”. Per quanto rigurda la possibile cessione del gruppo, l’ad si dichiara “contrario alla vendità della società e favorevole ad una quotazione che permetta a Fintecna di rimanere il socio di riferimento, sotto il 50% del capitale”. Sugli investimenti esteri e possibili acquisizioni, Bono smentisce che vi sarà una delocalizzazione delle attività, ma vede le operazioni all’estero “come un momento di crescita”.