La finanziaria europea 2011 non c'è: in Italia mancheranno all'appello 2 mld di fondi

Inviato da Redazione il Mer, 17/11/2010 - 08:54

"Chi crede di avere vinto contro Bruxelles si è sparato da solo sui piedi". Il presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso non va per il sottile. Non ha peli sulla lingua per commentare il fallimento dei negoziati tra Parlamento e Consiglio europeo sul bilancio Ue per il 2011, facendo riferimento in modo indiretto in particolare a Gran Bretagna, Olanda e Svezia, i tre Paesi che hanno opposto muro contro muro all'ipotesi di accordo.

La seduta del consiglio straordinario sul bilancio si è conclusa con una fumata nera: è stato scontro aperto fra Stati membri prima, ancora che tra istituzioni europee. E' stato quello delle risorse proprie il vero terreno dello scontro. Tutto è nato quando il Parlamento, che da quest'anno in virtù del Trattato di Lisbona entrato in vigore a dicembre 2009, ha reclamato un nuovo ruolo politico sulle scelte economiche future dell'Europa, in quanto vuole un nuovo assetto istituzionale. Sulla sua strada ha però trovato un muro di gomma inglese, svedese ed olandese.

Per l'Italia si profila un buco di cassa da almeno 2 miliardi di euro se scatterà l'esercizio provvisorio del bilancio Ue a causa del fallimento delle trattative per l'approvazione della finanziaria europea per il 2011. La stima in forma prudenziale è stata fatta da fonti comunitarie e si riferisce ai rimborsi che l'Unione europea per molti mesi potrebbe non essere in grado di pagare all'Italia a fronte di quanto già anticipato, a partire dal 16 ottobre scorso, dalle casse dello stato agli imprenditori agricoli per la Pac europea i cui fondi per il nostro paese sono di 4,227 miliardi di euro, dei quali si stima che almeno la metà sia già stata versata.

A creare il problema per il flusso dei rimborsi europei per la Politica agricola comune verso gli Stati membri è il cosiddetto meccanismo dei dodicesimi in base al quale funziona l'esercizio provvisorio della Ue. Tale meccanismo prevede che per ogni capitolo di spesa, di mese in mese sia a disposizione un dodicesimo della somma a disposizione nell'anno precedente. Nel caso della Pac, i rimborsi della Ue verso gli Stati non sono però spalmati su 12 mesi, bensì concentrati nei primi due mesi dell'anno.

Ciò implicherebbe ritardi di molti mesi a carico delle tesorerie di tutti gli stati membri, per cifre proporzionali ai contributi Pac di cui godono. In questo senso la più colpita sarebbe la Germania, ma anche la Gran Bretagna ne verrebbe a soffrire.

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